Serit Sicilia in crisi: chiudono altre due agenzie

Mentre i sindacati chiedono l'immediata moratoria della chiusura degli sportelli Serit in Sicilia, oggi quelli di Bagheria e di Canicattì "cesseranno la loro operatività". Lo scorso aprile la serit di Bagheria aveva subito un atto intimidatorio: la saracinesca era stata data alle fiamme oggi chiude i battenti. "Il regolare svolgimento della riscossione tributi sarà assicurato dai restanti sportelli di SERIT SICILIA S.p.a. presenti in provincia nonché da punti di riscossione alternativi quali quelli postali e bancari mediante i bollettini RAV allegati agli atti inviati ai contribuenti – precisa Francesco Baccarella, direttore provinciale della SERITSICILIA S.p.a. – Da mercoledì 20 giugno, per colmare le richieste della cittadinanza - conclude -  sarà operativo uno sportello Polifunzionale presso i locali del Comune di Bagheria, siti in via Francesca Morbillo 64/D, dove sarà possibile acquisire informazioni nonché effettuare pagamenti a mezzo carte di credito, bancomat e postamat". "Il nostro ente- ha dichiarato invece il sindaco di Canicattì Vincenzo Corbo – ha avuto decurtati da parte di Stato e Regione, i trasferimenti in maniera drastica ed in un momento di grave crisi non potevamo accollarci le spese che venivano richieste da Serit per mantenere il servizio attivo. A supplire al servizio svolto da "Serit" in città – ha aggiunto – ci sarà uno sportello che verrà attivato all'interno della sede dell'Agenzia delle Entrate". li impiegati saranno trasferiti in altre sedi della provincia e della Sicilia. Già lo scorso maggio era stato chiuso un altro ufficio,  quello di Nicosia, in provincia di enna.

La società per la riscossione dei tributi controllata dalla Regione e partecipata al 10 per cento da Equitalia, è in rosso. Già nei giorni scorsi Cisl e Fiba siciliane lo avevano annunciato "rischia d'implodere e di finire come carrozzone al traino di un governo regionale di mera occupazione elettorale". Una società in grave crisi finanziaria ed economica senza alcuna strategia o direzione all'orizzonte che possa ristabilire la situazione. Sempre secondo i sindacati, perde circa 1 milione e mezzo di euro al mese e ha chiuso il 2011 con un conto economico in rosso per 21 milioni. Ancora senza un direttore generale, anche se il nome più altisonante è ultimamente quello di Gaetano Armao. E stando alle ultime novità dalla Regione, il governo ha deciso di derogare al provvedimento di contenimento della spesa pubblica equiparando il compenso per il direttore di Serit a quello di dirigente generale della Regione, circa di 175 mila euro.

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