Politica Regionale, tutti verso tutti e contro nessuno

Politica regionale, la dicitura classica dovrebbe essere tutti contro tutti, ma in realtà sembrerebbe il caso di dire tutti verso tutti. Assistiamo a una spasmodica corsa alle alleanze, basate ormai esclusivamente sulla definizione di apparentamenti numericamente vantaggiosi, meri calcoli percentuali basati sulle previsione di voto, con l'unico obiettivo di strappare qualche seggio in più alle prossime elezioni regionali. Si ricorda un tempo in cui le coalizioni di partito si facevano rispetto alla vicinanza delle reciproche ideologie, evolutesi poi in coalizioni sui programmi, prima si delineava il programma politico, di riforme e di governo e poi su di esso si convergeva. Nulla di tutto ciò sembra essere rimasto. Il Partito Democratico, senza dar cenno di soffrire di “torcicollo”, dialoga praticamente da tutte le parti, appena uscito dall'alleanza con l'MPA, sancisce l'unione con l'UdC proponendo a firma congiunta una mozione di sfiducia verso Raffaele Lombardo, contemporaneamente prova a instaurare un dialogo con la Federazione della Sinistra e IdV, nel tentativo di capire se ci sono le condizioni per ricompattare il centrosinistra. IdV e FdS pongono intanto la pregiudiziale della sfiducia a Lombardo, "condizione preliminare per qualsiasi altra discussione" come dichiarato dal Se. Fabio Giambrone Segretario Regionale di IdV, "rinviando a future riflessioni la possibile coabitazione in una casa politica comune con le forze riformiste”.

Non meno confusione sembra esserci in casa centrodestra, in cui il Terzo Polo per la Sicila si formalizza costituendo Gruppo Parlamentare comune all'Ars (MpA, FLI, API, MpS) ascoltando anche i richiami del PdL che auspica la restaurazione del vecchio centrodestra, cosa che però comporterebbe anche la presenza dell'UdC. Miccichè di Grande Sud dal canto suo frena sul principio di restaurazione, sembrando più interessato alla formazione di una coalizione con l'area centrista e con i non meglio identificati movimenti civici, rendendosi disponibile a discute con l'UdC alla condizione che abbandoni la strada comune che sembra stia tracciando con il PD.

Tutti verso tutti per l'appunto, niente torcicolli, niente posizioni intransigenti, ma sopratutto niente programmi ne proposte di buon governo su cui convergere, ma poltrone, esclusivamente poltrone e seggi da configurare rispetto a meri calcoli percentuali.

di Ugo Piazza Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.



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