La liberazione di Gulotta riapre le indagini, anche su Impastato

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Ne avevamo parlato ieri, evidenziando i depistaggi e le incongruenze di una vicenda marcia già da quando furono avviate le indagini. Ora che Giuseppe Gulotta è tornato ad Alcamo Marina, tra gli abbracci della compagna di una vita ed il figlio William, con cui ha finalmente potuto girare nella sua città natale da uomo libero, gli inquirenti sono stati costretti a riaprire il caso. Ecco un paio di cosette già note alle forze dell'ordine incaricate di "togliere la polvere" ad una serie di fatti storici.

I carabinieri uccisi la notte tra il 26 ed il 27 giugno del 1976 ad Alcamo Marina furono colpevoli di aver assistito al trasporto di armi verso una struttura militare segreta affiliata a Gladio. Per capire di cosa stiamo parlando, leggete con molta attenzione l'ultima parte della nostra inchiesta su Ustica.Dopo anni, i giornali oggi "riscoprono" un filo rosso che lega quanto accaduto a Gulotta alla fine tragica che condannò Peppino Impastato ad un lungo periodo di oblìo ed infamia.

Nel caso di Peppino Impastato, la scelta della notte in cui Tano Badalamenti scelse di compiere la sua vendetta fu estremamente importante. Nella stessa notte, quella tra l'8 ed il 9 maggio del 1978, una struttura terroristica di matrice politica rapiva il presidente del Consiglio Aldo Moro. La sua colpa? Stava pericolosamente allargando la maggioranza di governo alla sinistra. Quale rete di intelligence in Italia operava per evitare e stroncare sul nascere qualsiasi deriva comunista della Repubblica Italiana? La risposta, ancora una volta, porta a Gladio, operativa fino alla fine degli anni ottanta. Un pericoloso comunista locale, Peppino Impastato, era molto scomodo, anche per la mafia.

Che c'entra allora la mafia locale? Ovviamente, non stiamo cercando di inserire elementi casuali per costruire un romanzo, il nostro compito è quello di attenerci ai fatti. Ed i fatti e la storia ci insegnano che dall'uccisione del bandito Guliano (noo! Ma allora è vero, non lo sapevo!) fino alle stragi degli anni novanta, quando lo Stato intende far sparire qualche personaggio scomodo, in Sicilia, lascia mano libera ad una struttura militarizzata e radicata nel territorio. La mafia. La stessa tecnica usata dagli USA in Afghanistan ed in altri teatri di guerra, per intenderci. Quando esiste una comunione di intenti tra mafia e strutture al di sopra di qualsiasi controllo statale, si assiste a stragi efferate. (Leggete la parte in grassetto)

I verbali della notte tra il 26 ed il 27 giugno del 1976 dimostrano come Giuseppe Gulotta ed i suoi compagni furono torturati al fine di estorcere una confessionePerché tanta ferocia da parte delle forze dell'ordine? Qualcuno probabilmente indicò i tre ragazzi come unici colpevoli di una strage violentissima, in cui Carmine Apuzzo e Salvatore Falcetta furono prima falciati a colpi di mitragliatrice e poi bruciati. 

Giuseppe Gulotta è uno dei pochi uomini in libertà ed ancora in vita che possono descrivere cosa accade ad un cittadino qualsiasi quando viene usato per coprire sporchi Affari di Stato. La nostra ricerca su Gladio ed il suo ruolo, in Sicilia, è appena cominciata.






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