Il Piano Giovani usato per finanziare le società di gestione del progetto non certo i giovani. 5 milioni a Italia Lavoro 2,8 per i giovani disoccupati. Ma che senso ha?

 

Flop Piano Giovani arrivano le dimissione del dirigente Maria Corsello. Ma il dato è un altro... l'audizione dell'Assessore alla Formazione Regionale Nelli Scilabra e della dirigente Anna Maria Corsello in commissione lavoro all'Ars è stata semplicemente paradossale. Per chi ha seguito gli interventi dei deputati presenti, maggioranza ed opposizione, tutti a puntare il dito sulla vicenda del Piano Giovani Regionale, si sarebbe sentito disorientato e forse anche imbarazzato. Tutti contro tutti, tutte le dita puntate verso direzioni iperboliche, rimbalzi e contro rimbalzi di colpe e accuse, ma nessuno che sia riuscito a dire si è colpa mia, o quanto meno, si è anche mia responsabilità. L'unica messa al muro che ha annunciato le proprie dimissioni è il dirigente generale dell'assessorato Anna Maria Corsello che ha dichiarato: "Vi annuncio – ha detto - che in data 8 agosto ho presentato la richiesta di risoluzione del mio contratto individuale. L'alto senso delle istituzioni mi impone di farmi da parte e di prendere questa scelta per tutelare la mia onorabilità".
"Voglio fare chiarezza – ha aggiunto - sui fatti accaduti e sulle responsabilità che si sono volute addossare a me. Se ho sbagliato sono pronta a risponderne visto che non sono attaccata agli incarichi, ma non nel processo mediatico a cui sono stata sottoposta insieme alla mia famiglia. Il mio operato è stato legittimo e lecito. Non avrei mai immaginato di essere sbattuta come un mostro in prima pagina per avere agito nell'interesse degli uffici a cui sono preposta".
Continuando non è mancato anche l'attacco diretto al proprio assessore. "L'assessore si era ostinato ad andare avanti, mentre io avevo manifestato di volere sospendere il rapporto con Italia Lavoro. Ho agito nell'interesse dell'assessore. Che, pur presentandosi come paladina dei giovani li ha sacrificati sull'altare di una gara di velocità. Il motivo del flop del 5 agosto? Il click day era sbagliato. A cosa servivano – ha concluso - i 5 milioni dati a Italia Lavoro? Considerati che agli esterni sarebbero andati oltre 2,8 milioni, quante altre assunzioni sarebbero state compiute tramite Italia Lavoro?".
E in un in un contraddittorio da scolaretti, non poteva mancare la replica dell'Assessore Scilabra, che chiaramente secondo lei... il fatto che sieda al vertice della piramide amministrativa e politica di uno degli assessorati più importanti della Sicilia, non la coinvolge in nessun tipo di responsabilità, neanche formale o di mera dignità di ruolo. Ecco cosa ha dichiarato:
"Nel racconto della Corsello mancano grossi pezzi. Tutto quello che ha descritto sono atti gestionali, su cui io non sono mai entrata. Non ho mai indicato una società o un'altra. Gli affidamenti? Li ha firmati la dirigente Corsello. Sono state dette tante falsità. E' stata la Corsello a chiedermi di lasciare tre milioni per Italia Lavoro, per una priorità che io avevo intenzione addirittura di annullare. Io non ho parenti assunti da nessuna arte. Volete attaccare il Piano giovani o l'assessore Scilabra? Io ho trent'anni e voi governate da trent'anni"...
Un dibattito sterile e qualunquista, tra dirigenti assessori e politici di nessuno spessore, che hanno per ore girato e rigirato la questione senza mai avere avuto il coraggio di affrontarne il nodo centrale.
Difatti, fatti due conti gli incarichi dati a società esterne per "gestire" il Piano Giovani ammontano a quasi il doppio dei fondi destinati proprio ai nostri giovani disoccupati che, ricordiamo, in miglia si sono accalcati per 500 euro al mese lorde per sei mesi. Un elemosina che è un insulto e che nulla a che vedere con un qualsiasi intervento serio sulla disoccupazione giovanile. Perchè il punto, oltre le palesi inefficienze e i dozzinali errori di gestione, resta quello relativo al fatto che, anche quando si vorrebbe intervenire su un problema così delicato come il lavoro per i giovani, conti alla mano le somme destinate alle solite società ed enti partecipati dalla regione, per gestire un qualsiasi intervento, ammontano a molto di più delle somme destinate agli interventi concreti. Almeno su questo semplice punto l'Assessore Scilabra e Crocetta dovrebbero assumersene la piena responsabilità e trarne le conseguenze più ovvie, nel rispetto dei siciliani tutti e in particolar modo proprio di quel 70% di disoccupati sotto i 35 anni.

C'è solo da vergognarsi.

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