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Trattativa, Salvatore Borsellino non si può costituire parte civile. Il Comune di Firenze e la Regione ancora non presentano la richiesta

altConclusa la seconda giornata dell'udienza preliminare del processo sulla trattativa stato-mafia. Decise le costituzioni di parte civile. Il gup di Palermo Piergiorgio Morosini, ha ammesso quelle presentate dal Governo, Rifondazione Comunista, dal Comune di Palermo, dal Centro Pio La Torre, dall'ex capo della polizia Gianni De Gennaro, dai familiari di Salvo Lima, dal movimento Agende Rosse e dal sindacato di Polizia Coisp.

Non sono state ammesse invece quelle del fratello del giudice Paolo Borsellino, Salvatore, dei familiari di Claudio Traina, l'agente di scorta morto nella strage di via D'Amelio a 26 anni, dei figli del caposcorta del magistrato Agostino Catalano e dell'associazione antiracket di Marsala.

Alla richiesta di Slvatore Borsellino, si era opposto questa mattina il pm Nino di Matteo perchè secondo quanto previsto dal codice, il fratello del giudice non sarebbe legittimato giuridicamente a partecipare al processo in quanto "non sussisterebbe la casualità diretta, al momento, tra la strage di via D'Amelio e questo processo". Motivazione che ha trovato d'accordo il Gup Morosini.

Ad ogni modo Salvatore Borsellino non è "escluso" dal processo, infatti la sua richiesta di costituzione di parte civile come Agende Rosse è stata ammessa.

Inoltre c'è anche un altro punto che va sottolineato : ammettere la costituzione di parte civile di Salvatore Borsellino come fratello del giudice, avrebbe voluto dire spostare a Caltanissetta il processo.

Nulla è cambiato invece per l'ex Ministro Nicola Mancino che aveva richiesto lo stralcio della sua posizione e dunque di essere giudicato dal tribunale dei ministri e quindi non a chi giudica i mafiosi. Il GUP Morosini ha rigettato la richiesta presentata dai suoi legali.

Tra le richieste di costituzione di parte civile mancano ancora all'appello quella della Regione e del Comune di Firenze, per cui il consiglio comunale ha già però dato da tempo l'approvazione. Qui trovate il testo della mozione approvata dal Consiglio Comunale di Firenze che "Impegna il sindaco di Firenze a costituirsi parte civile al processo sulla trattativa Stato/Mafia, che ha prodotto danni morali e materiali alla citta' di Firenze, con il gravissimo attentato e la strage di via dei Georgofili".

Anche questa volta l'udienza è stata a porte chiuse. Cittadini e giornalisti sono rimasti fuori dall'aula bunker del carcere Ucciardone. Nulla è cambiato quindi rispetto allo scorso 29 ottobre, se non il fatto che oggi c'era un "grande " assente. Antonio Ingroia che lo scorso martedi ha lasciato l'Italia per il Guatemala, dove è stato chiamato per un incarico dell'Onu.

 

 

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