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Trattativa. Provenzano sta meglio e Bagarella scrive al Gup: ''Non mi piace l’accostamento ai politici''

Stamattina il Gup dell'udienza preliminare Piergiorgio Morosini avrebbe dovuto decidere definitivamente su Bernardo Provenzano, la cui posizione è stata stralciata e che al momento è dichiarato incapace di partecipare alle udienze viste le "ridotte rispondenze all'ambiente e la scarsa capacità di esprimersi". Dopo l'intervento chirurgico alla testa del 17 dicembre scorso per la rimozione di un ematoma cerebrale provocato da una caduta, Morosini aveva indicato dei periti per verificare le condizioni fisiche del boss. Ma tutto è stato rinviato al prossimo 20 febbraio: "E' progressivamente migliorato – ha dichiarato a Palermo Report Morosini – ma la guarigione prosegue lentamente. Ho richiesto accertamenti dopo la caduta e dunque l'acquisizione dei rapporti del Dap per monitorare costantemente le condizioni dell'imputato, per questo mi riservo di decidere tra un paio di settimane".

Il Gup rimane ancora in attesa delle immagini registrate dalle telecamere a circuito chiuso della casa circondariale di Parma, il 12 dicembre scorso, giorno dell'ultima caduta di Provenzano, quella che gli avrebbe provocato l'ematoma cerebrale. Immagini che ancora non sono arrivate, nonostante la richiesta fatta dalla Procura al Dap lo scorso 29 gennaio. Immagini che serviranno a capire se si tratti di episodi accidentali , e dunque cadute causate dalle precarie condizioni fisiche del boss o meno.

L'accusa ha richiesto anche di accertare la presenza di telecamere non solo all'interno della cella del carcere di Parma ma anche in quelle di Novara e Terni, in cui Provenzano è stato detenuto.

Inoltre sul video girato dalle telecamere del carcere di via Burla, il giorno del presunto tentativo di suicidio del capomafia, verranno effettuati altri accertamenti. Pare infatti che manchino alcuni secondi di registrazione, molto probabilmente dovuti al montaggio delle immagini fatte in un secondo momento e quindi sarebbe necessario recuperare l'integrale.

La lettera del super killer Leoluca Bagarella al Gup Morosini. Il boss adesso ha deciso di mettere per iscritto quanto già detto nelle sue dichiarazioni spontanee in udienza preliminare. Scrive di non avere mai avuto rapporti di alcun tipo con i politici. "Non mi sono mai interessato di politica -aggiunge - Non ho mai avuto contatti con il mondo della politica. Non c'e' nessun politico che ha dei patti da mantenere con il sottoscritto". Il boss corleonese tenta ancora di smentirele accuse che gli sono state mosse dal pm Nino Di Matteo in merito al cosiddetto "proclama" fatto davanti alla Corte d'assise di Trapani il 12 luglio 2002, quando il boss secondo l'accusa protestò contro quei politici che avevano tradito le aspettative dei detenuti al 41 bis. E sulla sua "attività politica" con il partito Sicilia Libera, rimette al Gup Morosini ogni giudizio e dice " Racimolai appena 23 voti signor giudice, faccia lei".

L'udienza preliminare sulla trattativa è fissata per il prossimo 12 febbraio a Roma. Saranno ascoltati l'ex capo della polizia Gianni De Gennaro e il pentito Paolo Bellini.

 

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