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Palermo, bocciata in ciclabilità, si ritrova in buona compagnia

biciAndare a pedalare liberamente in città è qualcosa di impossibile a Palermo. Le piste ciclabili, disegnate con tratto incerto lungo la carta stradale di Palermo, sono uno dei più grandi fallimenti dell'amministrazione comunale, sotto gli occhi di tutti. Palermo si ritrova però in buona compagnia, insieme a Roma e Genova, nella speciale pagella stilata da Legambiente, Fiab e Cittàinbici, con un ottimo zero in pagella.

Mal comune mezzo gaudio? Non proprio, basti pensare che una delle città reputate più organizzate in tal senso come Milano, risulta bocciata con un bel 4 in pagella. Con i costi della benzina sempre più vicini a 2 euro la questione diventa, se non strategica, quantomeno di interesse comune.

Cosa frena le bici in città? Sicuramente la presenza di piste ciclabili tratteggiate un po' a casaccio in giro per la città non aiuta. Quei pochissimi percorsi ciclabili costruiti in questi anni ed il loro sostanziale fallimento sono sotto gli occhi di tutti. Se provate a salire in sella seguendo le piste ciclabili a Palermo potreste trovarvi di fronte ad un muro o ad un'edicola, senza poter andar oltre.

Altro problema fondamentale è la totale assenza di sicurezza che non invoglia i palermitani ad avventurarsi nel traffico cittadino, con il codice stradale sotto la sella ed una buona dose di fortuna per giungere sani e salvi a destinazione. Parlando di traffico torna sempre alla mente l'intuizione geniale di Benigni nel suo film, "Johnny Stecchino". Anche garantendo le infrastrutture necessarie, il palermitano, per sua natura, è refrattario all'educazione stradale.

Uno dei primi a lamentarsi in tal senso fu il celebre etnografo Giuseppe Pitré che per primo parlò di frequenti scontri causati per l'irruenza dei cocchieri nel tentacolare traffico palermitano.
Il ciclista palermitano deve infatti scontrarsi contro un vero e proprio muro mentale, difficile da abbattere, ancor prima di poter sperare nei suoi amministratori.