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Agenzia di Stampa Italpress
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L'euro, la moneta di nessuno ...

Quale è una delle condizioni in cui uno stato e i propri cittadini possono definirsi veramente liberi? Certamente quando il proprio potere di spesa e di immettere moneta sui mercati non è condizionato se non addirittura delegato ad altri. L'unione geopolitica che poi ha generato l'unione monetaria nella così detta area dell'euro, ha davvero messo tutti i cittadini europei sullo stesso piano “monetario”? Facciamo una provocazione storica... nella Germania prima dell’avvento del nazionalsocialismo di Hitler, la situazione economica era al collasso. Il sintomo più conosciuto è senza dubbio la colossale inflazione che costringeva i tedeschi ad andare a comprare il pane con la carriola e di tutta fretta, perché il denaro aveva pochissimo valore e si svalutava minuto dopo minuto. Quali erano le cause? La Germania dopo la perdita del primo conflitto mondiale era gravata da debiti internazionali pesantissimi denominati in oro e anche il marco era vincolato alla convertibilità nel nobile metallo. Al contrario di quello che si pensa tra l’altro, non era  la banca del reich ad immettere in circolo l’enorme quantità di marchi causa dell’inflazione, erano invece le banche private autorizzate dal governo a creare moneta per i prestiti, che attraverso una serie di furberie finanziarie inondavano i mercati di inutile denaro, completamente slegato da piani industriali di crescita economica. Con l’avvento del fuhrer le cose cambiarono: lo stato cominciò a spendere ed emettere moneta per lo stimolo dell’economia produttiva (purtroppo anche dell’industria pesante) e scambiare senza denaro, grossi quantitativi di merci con l’estero. Secondo C.G.Rakowsky, uno dei fondatori del bolscevismo sovietico, Hitler si era impadronito del privilegio di fabbricare il denaro, e non solo il denaro fisico, ma anche quello finanziario; si era impadronito dell’intoccabile meccanismo della falsificazione e lo aveva messo a lavoro per il bene dello Stato. Se questa situazione fosse arrivata a infettare anche altri Stati, potete ben immaginare le implicazioni controrivoluzionarie” (Henry Makow, “Hitler Did Not Want War”). Oggi l’euro non è a disposizione degli stati, le banche centrali non possono usarlo per finanziare i governi ma lo consegnano ai mercati finanziari ( mercato primario dei capitali) che poi lo prestano ai governi ( mercato secondario) con interessi spesso insopportabili. Questo come più volte sottolineato (tra i tantissimi altri da Paul Krugman nobel per l’economia) e come avremo modo di approfondire, equivale ad indebitarsi in una moneta estera, proprio come la Germania della repubblica di Weimar. Capiremo tutto con i prossimi articoli ma per il momento poniamoci un quesito: vogliamo tutti insieme ragionare sul ritorno al controllo statale della moneta finché esiste la democrazia, o vogliamo aspettare che lo faccia qualche novello dittatore...?

di Filippo Albamonte

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