News Sicilia

Agenzia di Stampa Italpress
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  • NEW YORK (ITALPRESS) – Quest’anno anche New York rende omaggio a Santa Rosalia, patrona della città di Palermo. Perchè per la “Santuzza”, simbolo di rinascita e speranza, non è un anno come tutti gli altri: nel 2024 ricorre il quattrocentesimo anniversario del ritrovamento delle sue reliquie miracolose. Nella Grande Mela sono stati due giorni di […]

  • PALERMO (ITALPRESS) – “Come creare una strategia di marketing efficace con l’Intelligenza Artificiale”, è il tema del webinar formativo gratuito, promosso dal Punto Impresa digitale della Camera di Commercio Palermo ed Enna che si svolgerà lunedì prossimo, alle 10. Durante il webinar verranno illustrati gli strumenti di Intelligenza Artificiale più utili per il marketing, ma […]

I siciliani e le proprie confortevoli bugie

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Diciamoci la verità, quella che non si può dire, la stessa che di primo acchito ci fa rispondere: “ non è vero, non è così”. Noi siamo un popolo che ama le bugie. Ormai ci siamo affezionati alle bugie, esse stesse sono divenute verità. Viviamo in una terra che ha bisogno di sentirsi raccontare bugie e di vivere sulle bugie. Di sentire costruire programmi politici e sociali sulle bugie, un paese che da trent’anni se le sente raccontare e in qualche misura ha dimostrato che ama sentirsele propinare. Il nostro tessuto sociale non solo ama sentirsi dire bugie, ma di fatto, ama esso stesso raccontarsele. Certo, le bugie a pensarci bene sono come sogni artefatti, molto rassicuranti ma soprattutto hanno l’innato dono di demandare ad futuro il tempo della verità, che per natura è certamente più scomoda da affrontare. Questo perché, la verità implica una reazione la bugia no! Questo è uno degli elementi fondanti che determina la nostra assoluta arretratezza. Come un cane che si morde la coda, l’arretratezza stessa diventa la ragione del bisogno della bugia. Noi siamo diventati dei veri e propri estimatori della nostra menzogna, ferma a una visione e ad una proiezione di se che si auto convince di essere migliore di quella che realmente è. Viviamo in una proiezione di noi stessi migliorativa, ma non nel senso di aspirazione a progredire, ma nel drammatico senso di crederci migliori di quello che realmente siamo, cosa che inevitabilmente ci rende ignoranti a fronte di ciò che il resto del mondo è riuscito a fare negli ultimi cinquanta anni. Il mondo è radicalmente cambiato, ne sono cambiate le dinamiche sociali, politiche e tecnologiche, ma noi ci ostiniamo a vivere in retaggi culturali obsoleti così da non essere costretti a renderci conto del cambiamento e pertanto con esso a doverne fare i conti. Continuiamo a raccontarci bugie e a credere a quelle che ci vengono continuamente profilate. Ad esse crediamo e continuiamo a vivere felici nella progressivo avvento della speranza, ma che misera è inquanto illusoria, continuando a rinunciare alla verità costruttiva. Illusoria perché la speranza costruttiva, quale legittima aspirazione, non può che avere un solo punto di partenza, la presa di coscienza di ciò che realmente si è, la coscienza del punto di partenza. Sant Agostino diceva: “ la speranza ha due figli, il primo si chiama indignazione, e il secondo si chiama coraggio. L’indignazione serve a farci capire ciò che non ci piace, ciò che non riusciamo e non possiamo tollerare e il coraggio serve a cambiare ciò che non ci piace”. Noi siciliani sembriamo orfani di entrambi, ma genitori esemplari della simulazione che è certamente più comoda. Diciamoci la verità noi siciliani siamo un popolo comodo, sorseggiante, attendista e in tale, tanto amato status quo, di tanto di cui dovremmo indignarci, abbiamo perso di vista la reattività, la voglia di insorgere, rimasti ignavi e comodi in tutto quello che ci tiene più confortati. Ma la nostra amata comfortzone è semplicemente stolta pura, apparenza senza un briciolo di sostanza… è una bugia.