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Agenzia di Stampa Italpress
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Contratto Gesip scaduto. I 10 mln non arrivano perché i fondi del Cipe sono “premialità” che la Sicilia non merita

Il contratto Gesip è scaduto e da oggi i lavoratori sono a spasso. Stamattina davanti alla Prefettura erano circa in 200 a protestare e lo faranno fin quando non arriveranno risposte certe.

L'incontro tenutosi venerdi a Roma a cui hanno partecipato il commissario del comune Luisa Latella, e il presidente Lombardo seppur in videoconferenza, non è andato a buon fine e i 10 milioni di euro assicurati dal Governatore per tamponare l'emergenza almeno fino a giugno, non arriveranno. Giovanni La Bianca, liquidatore della società partecipata, intanto ha mandato i 1800 lavoratori in ferie forzate per una settimana, in seguito alla scadenza della proroga del contratto di servizio tra la partecipata e il Comune e in attesa di un accordo tra Ragione, Comune e Protezione civile. Quest'ultima avrebbe dovuto dare il via libera al finanziamento per la Gesip per i prossimi due mesi ma non si è mostrata d'accordo con la proposta di Lombardo.

Il governatore giovedi scorso ha inviato una nota al Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri Antonio Catricalà e al Capo della Protezione civile nazionale Franco Gabrielli, per chiedere la proroga al 30 giugno di quest'anno dell'ordinanza 3957 del 29 luglio 2011, relativa alle "disposizione urgenti di Protezione civile per fronteggiare l'emergenza nel settore dello smaltimento dei rifiuti urbani nella provincia di Palermo".

Il contributo straordinario a cui si riferisce Lombardo era relativo infatti all'anno 2011 e la cifra era di 45 milioni di euro.  Fondi che (è sotto gli occhi di tutti) non hanno portato a nulla, se non a prolungare questo stato di cose, di "emergenza" che, a volere essere malfidati, sembrerebbe quasi che si voglia continuare a creare. Lombardo lega la proroga in questione ai Fondi Cipe e ha dichiarato che "i fondi necessari a garantire la continuità della Gesip derivano dalla quota assegnata alla Regione siciliana delle risorse destinate agli obiettivi di servizio disciplinati dalla delibera Cipe del 3 agosto 2007". Risorse destinate si, ma secondo dei criteri ben precisi. Dei criteri di premialità e non di emergenza. Forse quando si parla di Fondi Cipe si fa un po' di confusione e fin troppo spesso i non addetti ai lavori pensano che siano fondi che ci spettino di diritto e che quando ci vengono negati, ci venga fatto un sopruso. Ma è bene chiarire che non si tratta di fondi per le emergenze e il fatto che lo scorso luglio siano stati stanziati 45 milioni per fronteggiare l'emergenza rifiuti in città, non vuol dire che servano a questo.

I fondi Cipe vengono distribuiti in base a un "meccanismo premiale" sui famosi obiettivi di servizio di cui parla Lombardo. "Meccanismo premiale associato al conseguimento di risultati verificabili in termini di servizi collettivi in ambiti essenziali per la qualità della vita e l'uguaglianza delle opportunità dei cittadini e per la convenienza ad investire delle imprese. Gli obiettivi, che afferiscono ai quattro ambiti dell'istruzione, dei servizi per l'infanzia e di cura per gli anziani, del ciclo integrato dei rifiuti urbani e del servizio idrico integrato, sono i seguenti:

- elevare le competenze degli studenti e le capacità di apprendimento della

popolazione;

- aumentare i servizi di cura alla persona alleggerendo i carichi familiari per

innalzare la partecipazione delle donne al mercato del lavoro;

- tutelare e migliorare la qualità dell'ambiente in relazione al servizio idrico

integrato;

- tutelare e migliorare la qualità dell'ambiente in relazione al sistema di gestione

dei rifiuti urbani.

Il conseguimento degli obiettivi in termini di disponibilità e qualità dei servizi offerti è verificato sulla base di undici indicatori statistici, cui sono associati espliciti target"

E in base a questo avviene l'assegnazione dei fondi, in base al raggiungimento di tali obiettivi (al 2009 e soprattutto al 2013), è subordinata la concessione di una premialità finanziaria. Ora, non solo la Sicilia non rientra in questi parametri richiesti, ma in tutto questo manca ancora il piano di riorganizzazione delle partecipate che il Comune non ha ancora fatto e certo è che non si può pensare di addossare la responsabilità di questo al commissario Latella e pretendere che lei faccia in pochi mesi quello che doveva essere fatto già molto tempo fa.

E allora sembra quasi di trovarsi davanti al classico "cane che si morde la coda" e a rimettercci continuano ad essere i lavoratori e cittadini.

 

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