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Terremoto: non possiamo stare tranquilli

sisNessun allarmismo, nessun catastrofismo.

I terremoti sono eventi naturali, testimoniano l'evoluzione della terra e della crosta terrestre.

I danni ed i morti provocati dai terremoti sono da attribuire all'uomo, alle sue costruzioni ed alla sua imperizia nel progettare case ed immobili senza tenere conto delle normative antisismiche vigenti.

Dopo la scossa che stamattina ha sconvolto per la seconda volta l'Emilia Romagna e tutto il nord Italia, provocando purtroppo altre vittime ed altri crolli, molti sono gli interrogativi.

Nonostante il perdurante sciame sismico che impediva alla gente di riprendere una vita normale, sebbene in molti non potessero più accedere alle proprie abitazioni, in pochi si sarebbero aspettati una nuova e violenta scossa, addirittura quasi più forte di quella che causò i danni maggiori a cose e persone.

Che succede, dunque? Difficile dirlo e fare previsioni, poichè i terremoti non si possono prevedere. Ma la maggior parte delle zone sismiche sono comunque conosciute, e su quelle si dovrebbe lavorare. Abbiamo ascoltato le parole di Giuseppe D'Anna, Direttore dell'Osservatorio Geofisico di Gibilmanna, in provincia di Palermo e ciò che ci ha detto non ci lascia tranquilli.

Dottor D'Anna, a che velocità viaggiano le onde sisimiche?

"La velocità di propagazione delle onde sismiche dipende sia dalla loro tipologia sia dalle caratteristiche meccaniche della porzione di crosta terrestre attraversata, variando da un minimo di 1.5 a circa 8 km/s.

Queste onde sismiche potrebbero realisticamente attivare altre faglie?

"Il verificarsi di un terremoto può far cambiare le condizioni di stress tettonico all'interno di un volume sismogenetico e quindi causare l'attivazione di ulteriori segmenti di faglia".

A Palermo, dopo l'evento dello scorso 13 aprile, non possiamo certo stare tranquilli?

"Quello fu un evento anomalo, di carattere distensivo e non compressivo come i terremoti di oggi in Emilia, che però ci segnalò la presenza di una ulteriore linea di faglia davanti alla costa di Capaci".

Quante faglie ci sono nel Tirreno meridionale?

"Il Tirreno Meridionale è una delle aree sismicamente più attive del territorio Italiano ed è caratterizzato dalla presenza di numerose strutture sismogenetiche orientate, prevalentemente  in direzione NE/SO. Nel 2010, durante una breve campagna condotta con uno dei nostri strumenti da fondo mare (OBS) , nel corso di 10 mesi sono stati acquisiti circa 250 eventi localizzati nell'area compresa tra Ustica e Palermo raggruppati in 9  cluster. Questo ci dà l'idea dell'elevato tasso di sismicità presente all'interno  della crosta del Tirreno Meridionale. ".

Da cosa dipende la distruttività di un terremoto?

"Gli effetti di un terremoto in superficie dipendono dalla Magnitudo, dalla profondità ipocentrale, dalla distanza epicentrale e dalla geologia locale".

L'Osservatorio di Geofisica di Gibilmanna, in provincia di Palermo, dopo l'evento tellurico che nel 2002 svegliò i palermitani nel cuore della notte, aveva presentato un progetto dell' Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia per l'impianto di una stazione sottomarina di rilevamento sismico in prossimità della faglia imputata, ma la Regione Siciliana lo ha dimenticato da qualche parte. "Abbiamo provato altre strade - ha detto il Dottor D'Anna -  ma immaginate che nella graduatoria PON siamo al 171° posto e non sappiamo ancora se raccoglieremo le briciole, mentre sono già stati finanziati  dei progetti delle Poste Italiane.  Mentre nella graduatoria POR ci hanno già cassati."

Ma c'è anche un'altra assurdità che riguarda l'Osservatorio di Gibilmanna: la strada che conduce al centro, infatti, sarebbe quasi del tutto non percorribile ed i corrieri non possono raggiungere l'istituto. "Da anni - ha concluso Giuseppe D'Anna - nei cassetti del Dipartimento Regionale della Protezione Civile, esiste un progetto d'intervento per il rifacimento della strada che porta al Centro,inserito già in una linea d'interveto dei fondi comunitari, ma anche questo sembra non essere importante".

Intanto, dopo la scossa delle 9 di stamane, in Emilia, altre violente repliche sono state registrate alle 12.55 (5.3), alle 13.00 (5.1) ed alle 13.07 (4.0). Noi incrociamo le dita, ma chiediamo anche interventi immediati e concreti sulle strutture, interventi che equivalgono a salvare delle vite.