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Ardizzone nuovo presidente dell'Ars. 'Basta con leggi di spesa frutto di compromessi al ribasso'

 

Giovanni Ardizzone è il nuovo presidente dell'Assemblea regionale siciliana. Messinese, classe 1965, Ardizzone è stato eletto con l'Udc ed è alla quarta legislatura.

Sotto la presidenza di Francesco Cascio era componente della commissione Ambiente.

Ardizzone ha ottenuto 46 voti.
Nino Dina, Lino Leanza, Fabrizio Ferrandelli e Santi Formica hanno avuto un voto ciascuno. Nel Pd invece due voti ciascuno sono andati a Mario Alloro, Antonello Cracolici e Giuseppe Arancio; quattro le schede con il nome di Giuseppe Lupo.
Il Movimento cinque stelle ha rispettato quanto detto in precedenza votando in modo compatto un proprio esponente, Giovanni Venturino (15 voti). In due invece hanno votato il leader dei cinque stelle Giancarlo Cancelleri.
Tredici le schede bianche.

"Sono consapevole - ha detto un visibilmente emozionato Ardizzone - delle responsabilità del mio ruolo. Cercherò di condurre i lavori in modo imparziale, improntato al libero confronto di tutte le opinioni, al rispetto delle regole e del dibattito democratico".
"Assicuro il mio impegno - ha proseguito - affinchè abbia a cessare la prassi della legge di spesa approvata nottetempo... spesso frutto di compromessi al ribasso".
"Oggi la Sicilia apre un capitolo nuovo della sua storia - ha proseguito - . Il voto del 28 ottobre ha visto i siciliani premiare le idee dei giovani, mai tanto presenti in questa assemblea tanto antica quanto, fino a ieri, refrattaria al cambiamento".

Secondo Ardizzone l'Ars dovrà "combattere la sfiducia" dei siciliani nei confronti della politica perchè gli stessi "siciliani chiedono a gran voce di migliorare, partecipare attivamente alle scelte e vigilare su chi li governa" e per questo serve un "cambiamento reale e non gattopardesco".

Nell'agenda di Ardizzone anche una revisione della legge che disciplina gli Enti locali, "la raccolta della normativa in tema di urbanistica ed edilizia". "E' poi nostro dovere - ha aggiunto - realizzare leggi a prova di commissario, in grado di superare indeni il vaglio di conformità alla Costituzione".

Consapevole di "non avere alle spalle una maggioranza blindata, tutt'altro", Ardizzone ha sottolineato più volte di volere essere "rappresentante di tutti i novanta deputati".
E nessun timore se dalla sua elezione (sarebbe bastato un solo voto in meno per farla sfumare) è emersa la presenza di alcuni malumori - con la dispersione di alcuni voti da parte del Pd - perchè "i mal di pancia si possono curare facilmente. Non mi sento di attribuire al Pd alcuna responsabilità. Dietro la mia elezione c'è l'adesione di tanti amici, ne sono orgoglioso. Sarò portavoce di tutti e tutti lavoreremo insieme. Con responsabilità e trasparenza".