Tabella H, tutto da rifare. Le reazioni

ars2 Dopo il parere del commissario dello Stato, che ha impugnato alcuni articoli della Finanziaria regionale, è il giorno delle riflessione.Tra chi difende il testo esitato dall'Ars e chi, invece, ne approfitta per togliersi qualche sassolino dalle scarpe.


"Anche se non fanno certo piacere, accolgo le censure del Commissario dello Stato con estrema serenità, perchè è fatta salva la tenuta complessiva della manovra finanziaria". L'assessore all'Economia della Regione Siciliana, Luca Bianchi, commenta così la decisione del Commissario. E rilancia: "In soli cinque mesi abbiamo messo predisposto un bilancio regionale vero e trasparente, che ha retto bene, coprendo 2,3 miliardi di risorse mancanti, facendoci carico del 'buco' 2012, con un'operazione limpida sul lato delle entrate e una profonda riqualificazione della spesa. Di fronte a un'operazione del genere, nulla poteva darsi per scontato, e invece è tutta in piedi. Il ricorso del Commissario dello Stato colpisce per la verità soprattutto le norme di iniziativa parlamentare. Al di là di quelle (come la Tabella H) su cui sono già note le mie critiche, mi pare che in qualche caso si spinga a limitare eccessivamente le prerogative dell'Assemblea Regionale".

"Se sarà necessario – dice Bianchi - ritorneremo tempestivamente su alcune materie con interventi normativi. Altre misure perse per via, rientreranno nel piano per lo sviluppo che definiremo già nelle prossime settimane con le parti economiche e sociali".

Per il presidente della commissione Bilancio, Nino Dina (Udc) "L'impugnativa del Commissario dello Stato riguarda sì molte norme della legge finanziaria ma certamente non intacca l'impianto del bilancio su cui la II commissione ha lavorato per renderlo trasparente e con entrate certe". Dina critica l'"eccesso di zelo nell'impugnativa dell'articolo 8 in quanto è evidente che le addizionali Irpef ed Irap non vengono toccate per i prossimi due anni, periodo nel quale si attende un giudizio positivo dello Stato sulla esecuzione del Piano di rientro sanitario".

Il Partito democratico invece coglie l'occasione per rilanciare un proprio ddl "presentato – si legge in una nota - lo scorso 28 marzo e che prevede di introdurre criteri oggettivi per il finanziamento degli enti e delle istituzioni che meritano il sostegno della Regione".
"Alla luce delle recenti decisioni del Commissario dello Stato sulla finanziaria - per i democratici - è necessario avviare subito un confronto partendo da questo disegno di legge, per individuare gli strumenti necessari a garantire quegli enti e associazioni che, specie in ambito sociosanitario e culturale, hanno portato avanti compiti di rilievo".

Ma la bocciatura arrivata per i documenti finanziari, è anche l'occasione per qualcuno di dare libero sfogo alle critiche.

Il fisico Antonino Zichichi, da ex assessore ai Beni culturali, sostiene che "Alla tabella H non sono stati applicati quei principi che la giGunta aveva approvato. Andava fatta una selezione altamente scientifica per incoraggiare chi aveva meriti e non dare una lira invece a chi faceva solo chiacchiere. Ma non è stato fatto niente di tutto questo..."

Un "Grazie, un grazie di cuore" al Commissario Aronica arriva dal mecenate Antonio Presti. "Ora - dice l'artista, che lunedì scorso ha rifiutato gli 80mila euro destinati alla sua Fondazione nell'ambito dei finanziamenti erogati col sistema della Tabella H- la politica colga l'occasione per cambiare rotta e restituire dignità e bellezza alla Sicilia". "Adesso – propone Presti – sarebbe giusto istituire una commissione tecnica al fine di poter stabilire insieme con la Regione il criterio e i modi per poter aprire un dialogo con il mondo culturale siciliano. Questa commissione potrebbe essere composta da rappresentanti delle varie arti e discipline, affinchè ognuno possa portare con la propria testimonianza contributi autentici e onesti, per far sì che i prossimi finanziamenti alla cultura possano arrivare all'anima della eccellenza e non a quella della mediocrità di turno".

"L'impugnativa alla finanziaria - dice Pippo Gianni, segretario regionale del Centro Democratico e
componente del gruppo Misto - è la più grave e pesante in 65 anni di autonomia siciliana. Non si era mai visto che nella legge finanziaria venisse impugnato il 30% degli articoli. In pratica, viene fatto fuori quasi l'intero sistema di entrate e le spese, soprattutto quelle effettivamente poco chiare riferibili alla cosiddetta tabella H. Ma risulta greve anche il tono delle parole usate dal prefetto Aronica che definisce 'oscure' certe norme e di 'privilegio'".

Per il Movimento 5 Stelle "Il Commissario dello Stato ha fatto giustizia di tanti soprusi contenuti nella tabella H". "Adesso si salvino - dicono i deputati stellati - gli enti meritori che erano presenti dentro quella tabella, che svolgono vere e valide opere sociali e culturali e che potrebbero essere danneggiati dallo stop dei contributi". Per questo i parlamentari del Movimento chiedono "di varare immediatamente una legge che stabilisca criteri rigidi ed oggettivi, per consentire a chi lo merita di continuare ad operare senza pesanti contraccolpi".


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