Legge elettorale: Noi vogliamo le preferenze ecco perché non ce le daranno mai

 

La nuova legge elettorale, l' Italicum, verte su un principio assoluto, che ci spacciano per utile al paese, quello della governabilità.

Nulla di più sbagliato e falso. Qualsiasi legge elettorale, di un sistema democratico, dovrebbe avere come principio ineluttabile il diritto, costituzionalmente garantito, di consentire la massima partecipazione e accesso di ogni cittadino alla vita politica e istituzionale del paese e sopratutto di poter scegliere per chi votare.

Lasciando stare premi di maggioranza, percentuali di sbarramento, altre porcherie... il punto centrale resta la possibilità o meno di scelta da parte dei cittadini di poter scrivere il nome e il cognome di chi si è deciso di votare. Sia prima che oggi, negato alla nostra democrazia.

Ecco il perché.

Il passaggio è nodale perché poter scrivere il nome di chi si è deciso di votare, di fatto, demolisce un sistema, levando buona parte del potere decisionale alle dirigenze e ai segretari dei partiti.

Lasciare il pieno controllo a una cerchia ben ristretta di decidere chi inserire o meno nelle liste elettorali, dà alla stessa, il pieno controllo degli eletti. Oggi è il candidato che deve dire grazie al proprio segretario di partito per averlo inserito in una lista più o meno sicura. Ed è a questo che risponderà per tutta la legislatura, quindi non direttamente a chi l'ha votato. Così, di fatto, il partito potrà sempre dire al candidato che la sua elezione è avvenuta grazie al simbolo della lista.

Cosa cambierebbe se ai cittadini potesse essere data la facoltà di scrivere un nome sulla scheda elettorale? Tutto! Innanzi tutto non sarebbero più i candidati a dover rendersi appetibili ai partiti, ma sarebbero i partiti a dover convincere qualcuno a candidarsi con loro. Ciò vuole dire che non potrebbero essere più dei "perfetti sconosciuti" e "amici vari" ad essere inseriti in lista, ma i partiti dovrebbero mettere in lista persone che i voti li prendono davvero, cioè individui credibili agli occhi dell'opinione pubblica.

La qual cosa già rappresenterebbe una novità vera. Ma gli effetti della preferenza non finirebbero qui.

Visto che chi sarebbe eletto potrebbe contare su un consenso vero e documentabile,( e perciò risponderebbe direttamente al vincolo di mandato conferitogli dai propri elettori e non al favore concesso da qualche eminenza di partito), prima di “sbuttanarsi” con votazioni ad alzata di mano prestabilite dal proprio partito, prima di votare leggi, emendamenti, e leggine che nulla hanno a che vedere con gli interessi reali del paese, ci penserebbe non una, ma due, tre e quattro volte!In definitiva ogni parlamentare sarebbe leader del proprio elettorato, come giusto che sia... è facile intuire che questo è inaccettabile in una composizione democratica come quella Italiana.

Nessuna legge elaborata dall'attuale classe politica ci darà mai la possibilità di scrivere la nostra preferenza nominale sulla scheda elettorale, perchè questa sarebbe l'unica vera rivoluzione democratica che manderebbe a casa la maggior parte di tutti coloro che oggi si arrogano la presunzione di “governarci”.

di Ugo Piazza

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