La finanziaria come ''tappabuchi'' del sistema economico siciliano

tappabuchiIn un sistema che "fa acqua da tutte le parti", il testo della finanziaria del 2013 potrà essere ricordato, secondo noi, come il tappabuchi del sistema economico siciliano. Tra polemiche e applausi, questo lungo capitolo economico dell'Assemblea Regionale Siciliana si chiude con risultati diversi e ambigui ma di certo non risolutivi.

Nonostante i buoni propositi, sembra sia passato in sordina alle cronache di ieri che il tentativo di salvaguardare l'esercito siciliano di precari e dipendenti pubblici cozza terribilmente con la necessità dei produttori di pagare meno tasse e produrre di più. Imprese e cittadini siciliani continueranno, purtroppo, a pagare le imposte più alte d'Italia, con aliquote pari all'1,73% per Irpef e al 4,82% per l'Irap e questa a noi sembra invece la notizia più importante.

Se da un lato il nuovo documento di programmazione economica conferma i tagli ai costi della politica, alle consulenze e agli stipendi dei dirigenti; dall'altro il progetto del governo sembra dimenticare imprese e sviluppo, ribadendo l'attenzione condivisa verso quei precari regionali che da anni, puntualmente, aspettano il proprio intervento di sostegno. Oltre ai Pip, il documento contabile, infatti, sostiene i 61 precari della Protezione Civile, quelli del dipartimento acqua e rifiuti, di Italsep, di Sirap e dei numerosi enti locali per i quali si prevede una nuova proroga dei contratti, in attesa di un ulteriore decreto o di una nuova legge che, nei prossimi mesi, possa eventualmente cambiare il loro stato di assunzione. Una situazione di stallo che continua puntualmente ad essere tamponata ma non risolta. Un esercito di precari che fa la spola a Palazzo dei Normanni ogni qualvolta vi si presenta la necessità. Situazione peraltro simile a quella degli enti di formazione contenuti nella Tabella H e probabilmente rappresentati ciascuno dal proprio "benefattore" all'Ars, ovvero da quel deputato che, sostenendo il finanziamento di un ente piuttosto che un altro, non ha di certo contribuito a modificare un sistema che da anni continua a mostrare carenze e necessità di grandi interventi ma ha di sicuro agevolato il proprio percorso verso la rielezione affermando di non voler più votare la tabella ... magari dal prossimo anno.
Il segnale di cambiamento tanto richiesto dall'elettorato però è arrivato ed è visibile nei tagli ai costi della politica. Onorevoli e Manager avranno meno da strafare.
Le auto blu rimarranno a disposizione solo per gli assessori regionali e per il governatore. Deputati e dirigenti pubblici dovranno, invece, andare a lavorare contanto solo sui propri mezzi. Stop alle auto di rappresentanza anche per questori, dirigenti, aziende partecipate, aziende sanitarie e ospedaliere, agenzie e società regionali.
Diminuiti gli stipendi dei dirigenti. La finanziaria, infatti, definisce un taglio del 10% sui compensi per i manager sanitari (che consentirà un risparmio per le casse della Regione che ammonta a circa 550 mila euro) e per i dirigenti pubblici per i quali saranno stanziati circa 8 milioni di euro in meno rispetto agli anni precedenti.
Il colpo di grazia arriva per le 9 Province regionali siciliane che tra poco si trasformeranno in Consorzi. Per questi enti in liquidazione è previsto un finanziamento di 44 milioni di euro, ovvero 7 milioni di euro in meno rispetto agli anni precedenti.
Tagli anche alle famose "consulenze esterne" con le quali l'ex governatore Lombardo costruì il suo impero elettorale. Con la nuova finanziaria, tutti gli enti controllati, comprese aziende sanitarie e ospedali, non potranno stipulare più di un contratto esterno per consulenze.
Anche tra i tagli però arriva la nota dolente. La legge sulla dirigenza cambia veste in Sicilia. Dopo lo spoils system (il sistema che consente ai nuovi rappresentanti politici di affidare ruoli istituzionali a persone fidate) questi dirigenti dovranno comunque rimanere al vertice. A loro, nonostante l'alternanza politica, dovrà essere garantito un incarico equivalente a quello conferito dal soggetto politico rappresentato. Ciò a dimostrare che l'ingresso a Palazzo è solo l'inizio della carriera.

 

 

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