Il commissario boccia la Finanziaria. Le norme impugnate

regione sicilianaPalermo. Trentaquattro norme bocciate su un totale di quarantotto. Se fosse stato un compito in classe, la bocciatura sarebbe stata netta. Invece parliamo della Finanziaria regionale, o meglio di quel che ne resta dopo l'esame del commissario dello Stato.

Il prefetto Carmelo Aronica ha impugnato 34 norme, compresa quella sugli aiuti alle coppie di fatto.
Una decisione che ha scatenato le polemiche e che non potrà non avere ripercussioni nei prossimi giorni.

Queste le norme impugnate.


Bloccato l'articolo che estendeva alle coppie di fatto tutti i contributi e le agevolazioni concesse dalla Regione alle famiglie sposate. "L'art. 37 da adito a censura sotto il profilo della violazione degli artt. 3 e 81 della Costituzione - scrive il commissario - esso infatti estende tutte le agevolazioni, contribuzioni e benefici a qualsiasi titolo previsti dall'ordinamento regionale per la famiglia, alle coppie di fatto iscritte negli appositi registri delle unioni civili, istituiti dai comuni della Regione siciliana ed alle famiglie mono-parentali. Siffatta generalizzata estensione "tout court", senza distinzione alcuna tra i singoli benefici e le ragioni e le finalità sottese ad ognuno di questi, si ritiene incompatibile con il principio di cui all'art. 3 della Costituzione che impone diversità di trattamento per situazioni diverse quali quelle della famiglia fondata sul matrimonio e delle unioni di fatto che trovano rispettivamente fondamento negli artt. 29 e 2 della Costituzione".

Il commissario ha bloccato l'art. 5 c. 2, quello sulle royalties ridotte ai petrolieri, perché " si ritiene essere in contrasto con l'art. 81 della Costituzione". Il legislatore "dispone che l'aliquota di prodotto dovuta dal titolare di concessione di coltivazione di giacimenti di idrocarburi liquidi e gassosi e di gas diversi dagli idrocarburi sia ridotta dal 20% al 13%, ma non si preoccupa di quantificare le evidenti minori entrate e la conseguente copertura dell'onere derivante".

Niente proroghe per i circa 700 precari della Regione.
Secondo il prefetto Aronica "l'articolo 32 introduce una diversa ed autonoma disciplina per le proroghe della stabilizzazione del personale a tempo determinato in servizio presso la Regione, procedendo difformemente da quanto operato per il personale degli Enti locali".

Il commissario dello Stato ha poi impugnato la norma che consente il trasferimento dei dipendenti di spa liquidate in altre controllate.

Stop anche all'articolo secondo il quale i risparmi sulla spesa sanitaria della Regione per acquisto di beni e servizi devono essere destinati a favorire l'integrazione dei servizi socio-sanitari.

Il commissario blocca poi la norma, all'articolo 10, che prevedeva l'affidamento di servizi ausiliari sanitari secondari "non meglio specificati, se non dal titolo" come servizi di pulizia, alla società consortile per azioni "Sicilia Emergenza - Urgenza sanitaria".

Bocciata la norma sul blocco al rimborso chilometrico per i forestali: "Il legislatore, seppure nell'apprezzabile intento di ridurre e razionalizzare le spese derivanti dalle attività di manutenzione idraulico-forestale e di rimboschimento in cui sono impiegate maestranze stagionali – scrive Aronica - ogni regolamentazione del trattamento economico è rimessa in forma esclusiva alla contrattazione collettiva e non può essere integrata e/o modificata dal legislatore regionale".

No del commissario alla norma sulle integrazioni delle pensioni degli ex dipendenti delle Asi perché "sostanzialmente contiene una sanatoria e convalida dell'avvenuta corresponsione di trattamenti pensionistici integrativi in favore del personale in quiescenza dei consorzi Asi soppressi e posti in liquidazione di cui non è dato conoscere l'ammontare complessivo degli esborsi finora effettuati".

Bocciate anche le norme sul reddito minimo, sulla nascita del Fondo regionale per lo spettacolo.

 

 

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