Cantieri di servizi. Dubbi sulla ripartizione dei fondi fatta dalla Regione e sui legittimi beneficiari

Salvo SiragusaSi tratta di 50 milioni di euro da distribuire ad una "popolazione attiva " di 3.311.853 unità. Succede però che comuni già beneficiari del Reddito minimo di inserimento siano stati ugualmente inclusi nel piano di ripartizione dei finanziamenti dell'assesorato regionale al Lavoro.  

Secondo la direttiva assessoriale dello scorso 26 luglio, "Tutti i comuni dell'Isola, ad esclusione dei comuni già fruitori del reddito minimo d'inserimento (...), possono ottenere finanziamenti per l'istituzione e gestione diretta di cantieri di servizi a favore dei soggetti disoccupati o inoccupati". Succede però che comuni già beneficiari del Reddito minimo di inserimento siano stati ugualmente inseriti nel piano di ripartizione dei finanziamenti. Si tratta di misure straordinarie "dedicate" , rivolte a chi versa in condizioni di povertà ma che invece secondo il deputato del M5S Salvo Siragusa, "sono destinate genericamente alla "popolazione attiva" che include anche soggetti occupati."

Siragusa ha a tal proposito, presentato un'interrogazione parlamentare in cui chiede chiarimenti. "Manca del tutto la trasparenza amministrativa di cui si sente, purtroppo, solo parlare – continua il deputato Siragusa – infatti, non esiste alcuna graduatoria o documentazione che esponga tutti i progetti presentati ed approvati dagli uffici competente. Ci sono incongruenze e poca chiarezza sulla distribuzione delle somme destinate ai Cantieri di Servizi.

La ripartizione delle somme ai comuni
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Si tratta di fondi destinati a chi ha un reddito basso o pari a zero e ai Comuni per realizzare piccoli lavori di manutenzione, verde pubblico
La Regione, con delibera del 26 luglio 2013 ha specificato che "Per popolazione attiva inferiore a 2150 si è proceduto ad assegnare la cifra di € 26.000 pari al finanziamento medio di un cantiere di servizi costituito da 10 beneficiari. Per gli altri comuni si è ripartita la restante somma in base alla popolazione attiva". Una distribuzione che però, crea delle grosse incongruenze, perché non è pensabile che un comune di poche centinaia di abitanti, riceva la stessa somma destinata a comuni con più di 2000 unità attive

"Ad esempio il comune di Roccafiorita - dice Siragusa – conta 151 soggetti attivi ed ha dunque un riparto di 26 mila euro. Mi chiedo come sia possibile assegnare una somma così alta per la realizzazione di un singolo progetto che coinvolge anche meno di dieci persone. E se, quindi, questo Governo non intenda intervenire affinché non vengano più equiparati comuni con pochissimi abitanti che difficilmente usufruiranno dell'intera somma ad altri che invece ne avrebbero maggiore necessità".

QUI trovate la delibera dello scorso luglio con la ripartizione dei fondi per singolo comune e numero di popolazione attiva. 

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