Vietato morire, la Gesip non garantisce il servizio. Ecco la situazione delle municipalizzate

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Ancora una volta, i nostri dubbi sulla gestione dell'emergenza del Foro Italico da parte della Gesip erano fondati. La gestione del forno crematorio ai Rotoli e di altri servizi nei cimiteri della città, la pulizia degli uffici comunali e dei giardini è praticamente bloccata.La questione non riguarda solo i duemila dipendenti, ma investe inevitabilmente l'intera città. Alcuni servizi fondamentali come la sepoltura e l’esumazione delle salme sono già bloccati, soltanto al cimitero dei Rotoli sono 170 le bare in attesa di tumulazione. Il mancato rinnovo del contratto di servizio inciderebbe negativamente sul canile municipale, già peraltro non garantito al meglio da tempo e sul servizio di trasporto disabili.

Dopo la "scoperta" della Petyx sul dissesto finanziario della città la strada indicata dal commissario Latella è chiara: nuove tasse. Il consiglio comunale non ci stà e minaccia le dimissioni in blocco, anche perché Luisa Latella, in caso di fallimento del Comune di Palermo, dovrebbe dichiarare ineleggibili per 10 anni i consiglieri comunali e gli assessori che hanno portato al dissesto.  Cammarata è fuggito in tempo, ma i tempi per salvare la Gesip si stringono.

L’8 marzo il commissario liquidatore, Massimo Primavera, incontrerà Latella per relazionare sullo status della società, ma i sindacati sono in pressing, pronti già da domani a scendere in piazza

In chiusura una buona notizia sul fronte Amia, infine, si sono registrate parziali schiarite per l’adeguamento del contratto di servizio, con ulteriori otto milioni di euro annui. Il commissario Latella avrebbe individuato le somme attraverso la risoluzione della querelle Amia-Amap sulla pulizia delle caditoie, che dovrebbe fruttare due milioni. Gli altri sei milioni verrebbero reperiti nel bilancio di previsione, che il Consiglio dovrà approvare a breve

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