Storia di Paolo, insegnante palermitano espulso dall’Eritrea perché gay e licenziato in tronco dallo Stato Italiano

 

Paolo ManninaPaolo Mannina, insegnante palermitano, dallo scorso 6 marzo lavorava come docente di lettere nell'istituto ( italiano) Omnicomprensivo di Asmara con regolare contratto. "Scoperta" la sua omosessualità il governo eritreo lo ha cacciato. Dandogli poche ore per raccogliere la sua roba e tornare in Italia perché "Potenzialmente destabilizzatore dell'ordine morale". Questa è stata la motivazione fornitagli dall'ambasciatore italiano ad Asmara, che aveva avviato delle trattative con le autorità eritree.

A denunciare il fatto è stata l'Associazione radicale Certi Diritti che fa sapere: "La pratica è adesso nelle mani dell'UNAR (Ufficio nazionale Antidiscriminazioni), a cui abbiamo presentato un esposto, e del Ministero degli Interni italiano affinché si intervenga e si costringa il Ministero eritreo a chiarire l'accaduto fornendo le motivazioni ufficiali dell'espulsione".

La Scuola di lingua italiana per Stranieri dell'Università di Palermo, presso cui Paolo ha conseguito un master in Teoria e progettazione didattica dell'italiano come lingua straniera, ha deciso in segno di solidarietà di fargli aprire il prossimo 31 maggio la Summer School "Differenze e identità plurali", organizzata dal Dipartimento di Scienze Umanistiche in vista del Gay Pride nazionale di Palermo.

Paolo ha corso il rischio si essere portato in carcere. " Rischiavo di essere prelevato dalle autorità militari eritree e sbattuto in carcere e per una settimana ho dovuto vivere nascosto e sempre in compagnia di qualcuno. L'omosessualità in Eritrea è punita con il carcere e io avevo un mandato di espulsione emesso dalle autorità del paese ".

Va sottolineato che nell'accordo tecnico sullo status delle scuole italiana in Asmara e del loro personale non viene menzionato l'orientamento sessuale come elemento per l'attribuzione di un incarico lavorativo presso la scuola italiana in Eritrea.

"Ma la cosa grave è che lo Stato Italiano – ha detto Paolo – preoccupato di salvaguardare la mia columità in Eritrea, visto che rischiavo da 3 a 10 anni di carcere, una volta rimpatriato mi ha lasciato senza lavoro, costringendomi a firmare il mio licenziamento in tronco! Ma il nostro non dovrebbe essere uno Stato di diritto?"

Paolo non ha commesso alcun reato, non ha avuto alcun comportamento scorretto all'interno dell'istituto in cui insegnava, non ha violato alcuna legge, è stato espulso dopo che le autorità eritree sono venute a conoscenza del suo matrimonio con Pablo, avvenuto nel 2008 in spagna. Motivo di orgoglio qui a Palermo, per tutta la comunità gay ed etero che ritiene sacrosanto il diritto ad amare chi si vuole.

 

 

 

Commenti  

 
#2 RE: Storia di Paolo, insegnante palermitano espulso dall’Eritrea perché gay e licenziato in tronco dallo Stato ItalianoGuest 2013-05-14 06:13
Il rispetto assoluto della diversità è un diritto sacrosanto che va rispettato ad ogni costo sia se questo riguarda l'individuo sia se questo riguarda uno stato. Il diritto dunque dell'Eritrea di avere propri orientamenti nelle leggi dello stato va rispettato senza moralismi o pregiudizi.

Stefano Pettini
 
 
#1 RE: Storia di Paolo, insegnante palermitano espulso dall’eritrea perché gay e licenziato in tronco dallo Stato ItalianoGuest 2013-05-11 18:49
Paolo Mannina è stato supplente nella scuola che dirigo. Paolo è un eccellente insegnante, svolge la sua professione con passione e con competenza. Questo è quello che deve e che lo Stato gli deve chiedere e riconoscere, niente altro.
E ora, lo Stato italiano ha l'obbligo morale e istituzionale di chiedere contezza allo Stato eritreo di tale comportamento discriminatorio nei suoi confronti...
Sono davvero costernato!!!!
 

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