Resta a Palermo l'indagine sul senatore Dell'Utri

L'inchiesta per estorsione a carico di Marcello Dell'Utri, rimane a Palermo. La Procura ha dato parere negativo alla richiesta di "dichiarazione di incompetenza e di spostamento ad un'altra sede, Milano Firenze, dei nuovi accertamenti sull'indagine". La questione era stata sollevata dagli avvocati dell'ex senatore Giuseppe Di Peri e Pietro Federico, che adesso potranno fare ricorso alla procura generale della cassazione. L'accusa contestata a Dell'utri è quella di estorsione nei confronti dell'ex premier Silvio Berlusconi dal quale, nell'arco di dici anni si sarebbe fatto versare somme che ammontano a più di 40 milioni, fondi disposti sottoforma di prestiti ed esborsi. Un'inchiesta che è in qualche modo legata al filone relativo alla trattativa stato – mafia. Quei soldi servirono per "comprare" il silenzio di Dell'Utri su rapporti di Berlusconi con ambienti mafiosi? Erano somme che il senatore doveva "girare" alle cosche mafiose? L'indagine mira ad accertare (anche) questo.

Nell'ambito di questa inchiesta i Pm avevano convocato lo scorso 9 luglio Berlusconi, che è persona offesa, il quale, tuttavia, non si è presentato opponendo un legittimo impedimento. Lo stesso per la seconda convocazione fissata per il prossimo 13 agosto alla quale Berlusconi non sarà presente per motivi istituzionali che lo porteranno all'estero.

Ascoltata dai pm di Palermo anche la figlia dell'ex premier, Marina.

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