Renzi fa tappa a Palermo: ''Basta parlare di problemi, parliamo di opportunità''

Matteo Renzi conclude il suo tour in Sicilia facendo tappa a Palermo e lo fa passando anche a Cinisi, nella casa di Peppino e Felicia Impastato. Un gesto simbolico perché dice "La memoria è un valore costruttivo dell'identità del nostro popolo".

Il sindaco di Firenze ha visitato Catania, Piazza Armerina, Ortigia, Messina, è questo il rush finale verso le primari del 25 novembre e del 2 dicembre in caso di ballottaggio. Poi oggi alle 11 eccolo, alla Camera di Commercio di Palermo. Renzi non ha fatto grandi proclami né grandi discorsi legati alle alleanze, ha rimandato più volte al suo sito www.matteorenzi.it in cui sono pubblicati i dati relativi ai finanziamenti europei, su cui il suo programma punta. Miliardi di fondi disponibili e non utilizzati.

"Basta parlare di questa terra solo in termini di problemi – ha detto Renzi – ma parliamone in termini di opportunità. C'è un atteggiamento semiliturgico sul problema del mezzogiorno. Certo c'è, se in 150 anni l'Italia non è riuscita a superare i problemi tra il nord e il sud del paese una responsabilità storica è evidente. Ma la Germania in 15 anni è riuscita a ristabilire il rapporto tra Germania Ovest ed Est".

Il sindaco Renzi ha poi risposto alle domande dei giornalisti sugli attacchi di Grillo che lo avrebbe definito un incompetente visti i conti di Firenze. Noi di Palermo Report gli abbiamo chiesto un commento su quanto inoltre sta accadendo oggi a Palermo, ovvero l'assemblea straordinaria dell'Ance, l'associazione delle imprese Edili che chiede il commissariamento della Regione e annuncia il blocco "fisiologico" di tutte le opere pubbliche.

Per partecipare alla votazione per le primarie al momento è possibile preregistrarsi e stampare il foglio necessario per ottenere il certificato elettorale andando sul sito: https://www.primarieitaliabenecomune.it/registrazione/appello

 

Qui si potrà firmare l'appello degli elettori per l'Italia bene comune e poi registrarsi.

 

L'INTERVISTA A MATTEO RENZI:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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