Regione. L’ufficio stampa più discusso d’Italia è in stato di agitazione

La querelle Crocetta – Ufficio stampa Regione va avanti.

Il Governatore, li ha dichiarati "tutti decaduti" e la redazione dell'Ufficio stampa di contro ha dichiarato lo stato di agitazione con assemblea permanente.

" La decisione - si legge in un comunicato stampa da palazzo D'Orleans – è scaturita dall'ennesima dichiarazione, a mezzo stampa, del presidente Crocetta, circa lo smantellamento dell'Ufficio stampa e vista la perdurante mancata convocazione dell'organismo sindacale, ai sensi dell'art. 34 del Contratto collettivo nazionale di lavoro dei giornalisti, per discutere di ogni iniziativa che riguardi la riorganizzazione e che possa avere riflessi sui livelli occupazionali. Della decisione è stato già informato il presidente della Regione e il segretario generale e, nel contempo, sono stati avvisati anche il prefetto di Palermo e il segretario generale della Federazione nazionale della stampa italiana. Domani, all'assemblea permanente, hanno confermato la loro partecipazione i vertici della Fnsi e dell'Assostampa Sicilia".

Per i 21 giornalisti,  Crocetta ha  detto senza mezzi termini, che la decisione era già stata presa  al momento della sua proclamazione e ha aggiunto "Se vorranno fare vertenza, lo facciano pure. Non hanno un rapporto a tempo indeterminato perché non hanno fatto un concorso pubblico".

La sua posizione, dopo la comunicazion edello stato di agitazione  non è cambiata. L'Intenzione del Presidente è di "tagliare" le spese includendo anche i componenti dell'ufficio stampa più discusso d'Italia, perché – dice Crocetta – sono entrati senza concorso e non possono chiedere un posto fisso dunque. L'idea è quella di tenere meno della metà tra i più meritevoli, tra quelli che in questi anni hanno lavorato meglio.

Sul giornalista in servizio, per conto della Regione a Bruxelles Gregorio Arena , sembra proprio che Crocetta non abbia alcun dubbio. Sembrerebbe  che il primo dei tagli sarà lui. Il Governatore ha dichiarato di averlo visto a lavoro al Parlamento europeo una sola volta, nonostante sia stato lì almeno una dozzina di volte. La sua assenza al lavoro, risulterebbe anche da alcune relazioni inviate a Palazzo D'Orleans. Tutto questo verrà verificato, certo è che comunque il suo stipendio era di ben 12 mila euro.

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