Presidenza Ars, iniziano i giochi. D'Alia propone, Cancelleri declina e lancia Raia

Fatto il presidente della Regione, bisogna fare il presidente dell'Ars. Proprio la poltrona più alta di sala d'Ercole sarà la prima ad essere assegnata una volta insediatasi l'Assemblea regionale siciliana. E già sono partiti i giochi per le candidature alla successione di Francesco Cascio. Giampiero D'alia, segretario siciliano dell'Udc, propone lo scudiero grillino Giancarlo Cancelleri, che rifiuta l'offerta e propone la neo eletta tra le fila del Pd Concetta Raia, ma anche lei declina. In tutto questo, Crocetta nicchia.

Ma andiamo con ordine, cronologico. "Dobbiamo dare alle opposizioni la presidenza dell'Ars. Penso a Musumeci o a Cancelleri. Non escludo di discutere con Cinque Stelle della presidenza dell'Assemblea regionale". D'Alia, forte della vittoria incassata in alleanza conn i democratici, cerca di dettare l'agenda a venire, non facendo i conti con l'oste. Tanto che in risposta Cancelleri non si finge lusingato: "Non ci stiamo. Non ci interessano le poltrone, soprattutto se con scarsi margini di manovra come questa. Non vorrei che dietro questa apertura ci sia l'intenzione di limitarci". A questo punto D'Alia ribatte: ''Cancelleri dimostra di essere soltanto un populista. Un conto è governare e assumersi le responsabilità istituzionali, un conto è voler restare con la telecamerina in mano''.

Colui che guiderà la pattuglia Cinque stelle all'Ars da parte sua candida Raia, perchè "è donna e tra le elette ha ottenuto il maggior numero di voti, 9.763, abbiamo fatto un piccolo report, Raia è una persona per bene e ha un importante esperienza sindacale''. E la diretta interessata? Non cade in tentazione. "Ringrazio Giancarlo Cancelleri per avere pensato a me come presidente, è un fatto sicuramente positivo, ma c'è un ragionamento interno alla coalizione che va fatto".

La coalizione infatti. A capo della coalizione c'è Crocetta: "Voglio che il nuovo presidente dell'Ars e il vice presidente, siano eletti dall'Assemblea democraticamente come segno di una politica che non sia piuù rissa, ma libero confronto tra tutti i gruppi parlamentari, per risanare la Sicilia e risalire la china".

 

Commenti  

 
#1 Facile protestare difficile governareLuca 2012-12-05 14:07
La risposta e' semplice, un conto e' protestare e dire cosa non va fatto e quanto siano ladri e scellerati gli altri, un altro conto e' governare e mettterci la faccia sulle scelte i metodi ed i risultati. A questo si aggiunge il fatto che sono profondamente insicuri dei passi che fanno perché possono essere sbugiardati dal capo....con un semplice SMS
 

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