Podista morto a Palermo, polemica sui soccorsi. La Procura apre un fascicolo d'indagine

A poche ore dalla morte di Vincenzo Mutoli, il parrucchiere di 46 anni morto per infarto nel corso della Maratona di Palermo, partono accuse verso l'amministrazione comunale per presunte negligenze nell'organizzazione dell'evento. "L'atleta si è sentito male verso le 10.30 all'altezza di via Torrearsa in via Libertà – dice Gaetano Marchese, direttore della centrale operativa 'Sues 118' che controlla Palermo e Trapani - È stato portato dall'ambulanza privata nel posto medico vicino al giardino Inglese. Poi siamo stati avvertiti noi alle 10.36. Il mio operatore mi ha detto che l'ambulanza del 118 ha avuto difficoltà a raggiungere il paziente perchè è stata fermata durante il tragitto nel percorso di gara". Marchese poi puntualizza: "Nessuno ci ha informati. E io non ho appreso della manifestazione neanche dalla stampa. Noi dovevamo essere informati dagli organizzatori, dai patrocinatori da chiunque ma ciò non è avvenuto".

Alle accuse ha risposto con una nota il sindaco Leoluca Orlando: "Non posso che ricordare da un lato che il Comune non ha alcuna responsabilità nell'organizzazione della manifestazione e dall'altro che per quanto mi è stato riferito ed è stato annunciato stamattina alla partenza della gara, lungo il percorso erano stati installati decine di defibrillatori, affidati a personale esperto e qualificato chiaramente e facilmente identificabile"Siamo tutti addolorati per questa tragedia conclude Orlando - e credo che nessuno dovrebbe permettersi dichiarazioni gravi e gratuite in cerca di sensazionalismi".

Intanto la procura di Palermo ha aperto un fascicolo d'indagine sulla morte di Mutoli, e presto partiranno le indagini della polizia giudiziaria che determineranno se nei soccorsi tutto è andato come doveva.

 

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