Palermo invasa dai rifiuti. Un appello ai cittadini: non bruciateli

La discarica di Bellolampo è chiusa e la raccolta dell'immondizia procede a rilento. Gli autocompattatori dell'Amia smaltiscono a pagamento i rifiuti raccolti a Palermo in discariche private di Trapani e Campobello di Mazara. Nei prossimi giorni saranno utilizzate altri cinque centri di smaltimento siciliani, in quanto quelli del trapanese attualmente utilizzati costano e, tra l'altro, stanno per andare in saturazione. Siculiana, Motta Sant'Anastasia, Mazzarà Sant'Andrea, Gela, e Catania saranno i comuni che daranno "respiro" al capoluogo siciliano in questi giorni concitati.

Da ieri gli operai dell'amia hanno ripreso il lavoro di smaltimento rifiuti nelle strade della città, ma la mancata raccolta dei giorni scorsi e il disagio di non avere un luogo vicino dover andare a scaricare i mezzi, ha fatto sì che molte zone di Palermo siano invase da sacchetti di immondizia.
E come succede ogni qualvolta che la spazzatura non viene smaltita e si formano montagnette maleodoranti, puntualmente si accendono roghi. Sta già avvenendo in queste ore. Nella maggior parte dei casi sono cittadini esasperati che pensano di fare una cosa buona riducendo in cenere i rifiuti. Altre volte, purtroppo, sono opere di piromani.
Qualsiasi sia la matrice, però, dar fuoco ai rifiuti è molto pericoloso. La combustione della plastica immette nell'aria sostanze volatili altamente cancerogene, come diossina, s-toluene e benzene. Bellolampo docet. Forse è banale ricordare inoltre che col fuoco non si scherza. Un piccolo rogo può essere la scintilla di un vasto incendio.
Si fa appello al senso civico dei palermitani affinché tutto ciò possa essere evitato.
 

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