Palermo, Consiglio Comunale, molto potrebbe cambiare

L'estenuante e quantomai controversa vicenda della verifica delle schede elettorali relative all'elezione del Consiglio Comunale di Palermo, si tinge di giallo. Prima di tutto non si capisce come mai per ricontare e verificare verbali e schede ci voglia oltre un mese, un tempo fuori da qualsiasi statistica di verifica e controllo. Che ci fosse qualcosa che non quadrasse si era capito da subito, ma con il passare dei giorni i sospetti sono aumentati e oggi, in cui trapelano alcune indiscrezioni, si confermerebbe l'ipotesi che i giochi sono tutt'altro che fatti. Infatti a quanto pare dalla riconta dei voti potrebbe venire fuori che liste molto vicine al 5% come il Movimneto 5 stelle di Grillo e la lista Sinistra e gli Ecologisti che appoggiava Leoluca Orlando data al 4,75% potrebbero arrivare alla fatidica soglia del 5% che li proietterebbe in Consiglio Comunale. Questo cambierebbe la composizione prospettica, fino ad oggi delineata, di Sala delle Lapidi. Infatti se la seconda lista che appoggiava Leoluca Orlando arrivasse al 5% ( La sinistra e gli Ecologisti) la lista di IDV oggi primo partito in città perderebbe ben 9 consiglieri comunali. Questo nulla farebbe cambiare rispetto alla maggioranza di Orlando in Consiglio ma potrebbe rimettere in discussione la Presidenza del Consiglio Comunale fino ad oggi attribuibile a IDVe di cui circolavano alcuni primi nomi, con Aurelio Scavone in testa. Cosa diversa accadrebbe se a superare il 5% fossero anche i Grillini a cui scatterebbero due consiglieri comunali, se tale eventualità si verificasse a pagarne le spese sarebbero l'MPA e l'UDC che perderebbero un consigliere a testa. È ipotizzabile una valanga di ricorsi.... Ma in base al riconteggio delle schede non è da escludere che qualcosa possa cambiare anche rispetto a quei candidati della stessa lista che sono dati battaglia fino all'ultimo voto. Ad esmpio Ci sono almeno tre casi in cui il distacco tra l'ultimo degli eletti e il primo dei non eletti è talmente risicato da rendere possibile un ribaltamento, in caso di sorprese saltate fuori dal lavoro della commissione, così come avvenuto anche cinque anni fa: Mimmo Russo e Sonia Gangi, arrivati nell'Mpa rispettivamente a 1142 e 1123 voti, con un distacco di appena 19 consensi; nel Pdl Alessandro Anello (1332) e Giovanni Melia (1310), con 22 voti di differenza; infine nel Pd Carlo Di Pisa, fermo a 1559, e Salvo Alotta, a 1528, con un distacco di 31 voti.



 

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