Palermo, campo nomadi. Uno scandalo a cielo aperto...

 

Il sette maggio scorso ci fu un annuncio chiaro e netto e anche un po a sorpresa del sindaco di Palermo Leoluca Orlando: "Basta con i campi Rom, li chiuderemo". Fervida intenzione dichiarata dal primo cittadino in occasione della scorsa festa di San Giorgio, il patrono della comunità Rom. La dichiarazione fu fatta proprio in occasione della ricorrenza, giornata in cui il primo cittadino accompagnato dall'Assessore Comunale Giusto Catania visitò il campo Rom della favorita. Luogo che da anni suscita grandi proteste nei cittadini palermitani, per il degrado in cui versa e le condizioni di inagibilità e sicurezza limitrofe allo stesso. Orlando dichiarò anche: " riteniamo definitivamente chiusa l'esperienza dei campi è confermiamo il nostro impegno per la dismissione definitiva" A dare man forte al sindaco anche le dichiarazioni dell'Assessore Catania che proprio nel mese di maggio dichiarò: "già da giorni gli operai della Rap sono impegnati congiuntamente con i tecnici del comune, nella pulizia straordinaria e nell'abbattimento di alcune capanne abbandonate che ormai erano solo ricettacolo di rifiuti. Occorre una riqualificazione dell'intera area che è già in atto"
Bene, cosa sia successo dopo queste importanti dichiarazioni è sotto gli occhi di tutti. Nulla. Un cartello apposto nei pressi del campo nomadi alla fine di viale del Fante, alcune voragini aperte nel muro perimetrale pericolante, lasciate aperte ed oggi utilizzate dagli stessi rom come nuovi ingressi o ancora peggio in occasione dei concerti del Teatro di Verdura, come posteggi abusivi, e nulla di più. Le condizioni igienico sanitarie in cui vivono questi "nomadi stanziali" che ormai hanno sostituito molte delle capanne con strutture in cemento, sono insostenibili per loro stessi e per la città. In questi giorni di calura estiva l'odore nauseabondo si sente da centinaia di metri, il tutto adiacente ai pochi impianti sportivi liberi della città. Centinaia di persone che vivono in condizioni igienico sanitarie da favelas, senza fognatura, impianti a norma, raccolta rifiuti. Se una comunità decide di accogliere popolazioni di culture così profondamente diverse deve anche rendere civile questa accoglienza. In quel campo vivono uomini, donne e bambini in condizioni disumane orami da decenni, certamente in contraddizione con la cultura nomade di appartenenza. Quello è un insediamento abusivo a tutti gli effetti. Quell'aria, tra l'altro, è diventata strategica per lo sviluppo della città. Oltre a poter completare la linea degli impianti sportivi cittadini, potrebbe essere utilizzata proprio per creare una bretella di viabilità decisiva per chiudere, con un minimo di criterio, parte del parco della Favorita, cosa molto cara al Sindaco, ma mai pensata degnamente e riuscita. Uno spazio vitale per la città che oggi è lasciato nel degrado più totale, sia civile, per chi ci risiede, sia urbano rispetto a come potrebbe essere utilizzato per lo sviluppo viario della zona. L'Amministrazione continua con i proclami e le intenzione ma non riesce a mettere "mano" su nulla...

 

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