
Per la prima volta alle elezioni Amministrative di Palermo ci saranno undici candidati a Sindaco con il voto disgiunto tra di essi e i candidati al Consiglio Comunale. Ciò vuole dire che non basterà più votare il proprio consigliere comunale per dare automaticamente la preferenza al Sindaco di riferimento, ma bisognerà separatamente esprimere le due preferenze. Ma è interessante capire questo proliferare di candidature cosa comporterà a livello numerico e percentuale. Considerando che ogni lista avrà 50 candidati e che ci saranno 22 liste o più, tra ufficiali e civiche avremo in campagna elettorale 1.100 aspiranti consiglieri comunali. Su una previsione di 280 mila voti validi più 45 mila tra nulle e bianche (alle ultime amministrative queste sono state 52 mila circa) possiamo dire che faranno quorum percentuale 325 mila voti. Su questa previsione lo sbarramento del 5% si avvicinerà ai 16.250 voti. Facendo i relativi calcoli si avrà un candidato al Consiglio Comunale ogni 295 cittadini votanti. Questi dati, lasciano prevedere che le coalizioni dei partiti, potrebbero prendere più voti dei singoli candidati a sindaco, cosa mai verificatasi nelle scorse consultazioni, ma anche che necessariamente avremo parecchi candidati che realizzeranno meno di cinque voti di preferenza e altri anche zero...
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