Ok del Csm, il pm Ingroia lascia Palermo:''Da un lato ci sono fili che portano lì e vanno riannodati''

Antonio Ingroia e Domenico Gozzo, Palermo 18 luglio 2012 - PH Silvia LupoE' ufficiale. Ingroia lascia la Procura di Palermo e va in Guatemala come capo dell'Unita' di Investigazione della Commissione Internazionale contro l'impunita'. E' arrivato l'ok del Plenum del Csm con 23 voti a favore, 4 contrari (Ettore Albertoni e Nicolò Zanon, i "laici" rispettivamente in quota Lega e Pdl, Paolo Auriemma e Angelantonio Racanelli, rispettivamente di Unicost e Magistratura Indipendente) e due astenuti: il primo presidente della Cassazione, Ernesto Lupo e il pg della Suprema corte Giancarlo Ciani.

Qualche giorno fa, subito dopo l'annuncio dell'incarico, ho sentito il pm Ingroia, stava per prendere un'aereo: "Va in Guatemala dottore?". Si ride, entrambi. Cerco di sdrammatizzare. La notizia annunciata la scorsa settimana, lasciava già di stucco (i cittadini in particolar modo), ancor prima dell'approvazione definitiva da parte del Plenum, avvenuta oggi. "Mi occupo da anni di indagini anche di mafia internazionale e con particolare riferimento all'America latina e questi anni – dice Ingroia – hanno fatto si che abbia intrecciato rapporti e questo ha determinato la proposta fattami già diversi mesi fa. Ho preso tempo, ritenendo di dover portare a termine un percorso, ritenevo di dover completare le indagini. C'è comunque una linea di continuità, perché da un lato ci sono fili che ci portano lì e vanno riannodati. Dall'altro lato c'è l'intento anche di esportare il nostro modello investigativo da quelle parti. Rispetto alla data di trasferimento – continua – farò in modo di farla slittare di quelche mese e farlo quando le scadenze più importanti saranno definite. Adesso rimane la fase processuale di questa inchiesta importante (quella sulla trattativa stato-mafia, ndr). E' un incarico annuale comunque e quindi revocabile eventualmente strada facendo – dice – . E' un'esperienza importante non solo a livello professionale, certo guardando alla città mi dispiace, dopo tanti anni...ma è utile se si guarda a più profili: quello degli attacchi che mi vengono tivolti per iniziare. Io vado avanti, ma è chiaro che non sono cose piacevoli e da questo punto di vista lì, in quel paese, il ruolo del magistrato è visto in un modo diverso. Ogni cosa che fa Ingroia – aggiunge – qui crea polemiche e quindi un mio allontanamento potrebbe essere positivo da un lato".

Vent'anni fa Antonio Ingroia, aveva giurato sulla bara di Paolo Borsellino che non avrebbe avuto pace fino a quando non si sarebbe scoperta tutta la verità su quella strage. L'indagine, "la più importante degli ultimi anni" come l'ha definita il pm palermitano, si è conclusa. 12 le richieste di rinvio a giudizo, tra politici, mafiosi, alti esponenti delle forze dell'ordine. La verità ancora non è venuta fuori del tutto, ma negare un intreccio tra mafia e stato, ormai è impossibile.

 

 

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