Nel partito di Miccichè cresce dissenso per accordo con Pdl. Verso scioglimento Grande sud all'Ars

Il ritorno al fianco di Silvio Berlusconi costa caro a Gianfranco Miccichè, almeno all'interno del partito da lui fondato. La ritrovata alleanza tra i due, con l'accordo politico siglato da Pdl e Grande Sud, ha lasciato gravi segni di scontento all'interno della formazione miccicheiana, tanto da portare all'imminnete scioglimento del gruppo all'Ars. "Non ci sono le condizioni per proseguire in un percorso politico unitario", scrivono infatti in un documento i cinque deputati di Grande Sud a Sala d'Ercole.

Dunque Bernadette Grasso, Luisa Lantieri, Riccardo Savona, Edi Tamajo e il capogruppo Michele Cimino già domani pomeriggio, quando è convocata la seduta dell'Assemblea, potrebbero ufficializzare lo scioglimento del gruppo.

Lo stesso Cimino, subito dopo le prime ammissioni di Miccichè su un riavvicinamento col Cavaliere, aveva esposto le su riserve in una lettera aperta inviata allo stesso suo leader di partito, nella quale ricordava gli ricordava di come Berlusconi fosse stato il "nemico giurato" di Grande Sud.


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