Musumeci: "Io vado avanti"

Nello Musumeci, ufficializza la propria candidatura e va avanti, sarà candidato alla presidenza della regione siciliana. E dichiara “Se qualcuno pensa a me come il candidato che lascerà tutto com'è, in senso gattopardesco, ha sbagliato indirizzo. Se invece si comprende che è arrivato il momento di introdurre criteri nuovi, di portare davvero avanti un rinnovamento, allora stia al mio fianco. Io voglio davvero cambiare la Regione, la voglio far diventare una casa di vetro. La Regione deve restituire ai siciliani il diritto alla speranza. Da adesso sarò il candidato dei siciliani che credono nel cambiamento". Nessun ripensamento quindi, nessuna marcia indietro, la paventata candidatura di Gianfranco Miccichè, che farebbe venire meno l'appoggio del nuovo polo e di MpA non spaventa il candidato catanese. Alcune indiscrezioni parlano di un tentativo di “staffetta” con il Magnifico rettore di Palermo La Galla per la vice presidenza, il quale avrebbe fatto capire che lui non è “vice di nessuno”. Musumeci, che ad oggi può contare sull'appoggio dichiarato solo del PdL è in cerca di compagni di viaggio, dichiarandosi disponibile con tutti coloro che realmente vogliono intraprendere un percorso di rinnovamento per i siciliani... staremo a vede se tale candidatura reggerà la forza degli eventi che si prospettano tutt'altro che certi.



 

Commenti  

 
+1 #1 LA DESTRA E IL CENTRO RAPPRESENTANO LA BORGHESIA, CI VUOLE UNA SVOLTA VERASalvatore - comunist 2012-08-28 17:57
Al di la delle chiacchere credo che questo sia il quadro:

La destra fascista, populista conservatrice e sicilianista si divide: i sicilianisti (Grande sud e MPA-Partito dei siciliani) assieme ai finiani voltano le spalle al fascista Musumeci e lanciano un loro candidato di destra.

La borghesia siciliana pertanto ha di fronte tre possibilità di scelta:
due candidati presidente di destra, uno (PDL e La destra) e un'altro (Grande Sud, MPA e Fli); e un candidato di centro (PD e UDC).

La sinistra riformista (SEL e FDS) si allea con i giustizialisti populisti e liberali dell'Italia dei valori IDV (un partito anch'esso del centro borghese). Questi vorrebbero Ingroia, che non cede, nel tentativo di rianimare un centrosinistra sconfitto dalla storia, incapace per la sua natura interclassista di difendere coerentemente gli interessi dei lavoratori e delle masse popolari. In campo rimane Fava, un riformista di sinistra onesto.

A sinistra a rappresentare la classe operaia, i precari, i disoccupati, i lavoratori immigrati, gli studenti e le masse popolari rimane il PCL ( Partito Comunista dei Lavoratori ) che candida l'insegnante trotskista Giacomo Di Leo. Una lista di classe, anticapitalista e rivoluzionaria che si candida a salvaguardare l'indipendenza politica del proletariato siciliano contro la borghesia e i suoi governi. I cui presidenti negli ultimi anni si sono dimessi a seguito di indagine della magistratura per mafia.

La borghesia mafiosa è una frazione della classe dominante borghese in Sicilia e sarà sconfitta solo dalla lotta di classe del proletariato, non dallo Stato borghese e dai giudici, ne tantomeno dal centrosinistra che non mette in discussione il sistema capitalista. Lo stesso vale a maggior ragione per la destra e il centro, difensori del sistema capitalista e quindi del sistema mafioso.

Il PCL rappresenta in Sicilia l'unico partito veramente antimafioso perché anticapitalista , comunista e rivoluzionario.
 

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