La procura di Catania chiede l'aggravante mafiosa per Lombardo

altLa Procura della Repubblica di Catania ha chiesto al Tribunale monocratico di contestare al governatore siciliano Raffaele Lombardo e a suo fratello Angelo, l'aggravante di aver favorito l'associazione mafiosa nel processo in cui i due sono imputati per reato elettorale.

Secondo la Procura le recenti dichiarazioni del pentito Maurizio Di Gati, avrebbero fatto emergere che i candidati appoggiati dal clan potevano usufruire di una richiesta di voto che "non era selettiva ma conosciuta in tutto il rione". Secondo il Pm le condizioni di omertà in cui vivevano le persone del quartiere erano tali che nessun rivale politico denunciava che un altro candidato avesse l'appoggio dell'associazione mafiosa.

L'udienza e' stata aggiornata al 19 luglio. Quel giorno il giudice monocratico Michele Fichera potra' decidere di dichiararsi incompetente dopo che la Procura ha contestato oggi in udienza ai fratelli Lombardo l'aggravante dell'articolo 7, cioe' avere favorito l'associazione mafiosa. L'ipotesi privilegiata e' che il procedimento venga unificato con un altro gia' aperto: la richiesta di imputazione coatta davanti al gip Monica Rizza, di concorso esterno all'associazione mafiosa e voto di scambio.

Per evitare un possibile ''ne bis in idem'' si potrebbe andare verso l'unificazione dei due procedimenti nati da stralci dell'inchiesta Iblis in cui erano indagati il presidente della Regione Siciliana, Raffaele Lombardo, e suo fratello Angelo, deputato nazionale del Mpa. Il Tribunale monocratico di Catania ha aggiornato al prossimo 19 luglio l'udienza del processo per reato elettorale, dopo che nell'udienza di oggi la Procura ha contestato l'aggravante dell'avere favorito l'associazione mafiosa. ''Ho pochi spazi'', ha detto il presidente Michele Fichera, facendo prefigurare l'ipotesi di un trasferimento degli atti a un altro ufficio giudiziario. Il 28 giugno, intanto, si terra' l'udienza preliminare per l'imputazione coatta in cui Raffaele e Angelo Lombardo sono accusati di concorso esterno all'associazione mafiosa e voto di scambio. E' stato lo stesso avvocato di Raffaele Lombardo, il professore Guido Ziccone, a dire in aula che, vista la giurisprudenza che ''non condivide perche' viola il diritto del processo'', adesso ''occorre una collaborazione tra difesa e accusa per avere un solo processo su stessi fatti''. ''Un processo in cui - ha aggiunto - il presidente dimostrera' la sua assoluta innocenza e estraneita' alle accuse''. Anche per il procuratore aggiunto Carmelo Zuccaro, in aula con il collega Michelangelo Patane', la ''possibilita' di riunificare il processo potrebbe rispondere agli interessi di tutti''

"Il grande rammarico è che io non ho ancora un processo né un rinvio a giudizio, e che bisogna ricominciare d'accapo". Lo afferma il presidente della Regione Siciliana, Raffaele Lombardo, commentando la richiesta della Procura di Catania. Il governatore ha sottolineato che "se le annunciata decisione di dimettersi" alla fine di luglio "non fosse motivata da una scelta politica, potrei rimetterla in discussione". "Ma - precisa - non cambia alcunché, io mi dimetterò per fare fare votare il 27 e 28 ottobre".

''La Procura di Catania e' composta da persone di straordinario valore, qualita' e competenza'' ma ''le accuse dei pentiti sono sotto gli occhi di tutti, sono ridicole''. Lo ha affermato il presidente della Regione Siciliana, Raffaele Lombardo, a conclusione dell'udienza del processo per reato elettorale dopo che la procura ha contestato l'aggravante di avere favorito l'associazione mafiosa. ''Io non mi sento vittima di alcuno - ha aggiunto il governatore - sono responsabile delle mie azioni e mi sento sereno, anche se contrariato. Da questo processo emerge come e' stata concreta e indubitabile la nostra azione contro la mafia. Adesso ci sara' un procedimento nel quale ci confronteremo con la magistratura''. (ANSA)

 

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