La Città che muore. La Coop chiude la metà dei suoi punti vendita

La città che muore. Si chiude la trattativa tra le organizzazioni sindacali e la Coop. L’azienda chiuderà sei punti vendita su tredici, tra Palermo, Bagheria, Alcamo, Trapani, Mazara del Vallo e Campobello di Mazara. Dei 164 dipendenti nei confronti dei quali l’azienda aveva avviato lo scorso due dicembre le procedure di mobilità, cinquanta saranno i lavoratori oggetto di esodi incentivati, mentre a 40 lavoratori sarà estesa la cassa integrazione straordinaria a rotazione, lo stesso strumento già usato per altri 55.

L’intesa è stata raggiunta con l’azienda nella sede dell’ufficio regionale del lavoro a Palermo. “Dopo due mesi di trattative il confronto si è concluso positivamente – dice segretario regionale della Uiltucs, Pietro La Torre -. Entro aprile verranno ceduti i rami d’azienda chiusi con l’ipotesi di ricollocare il personale”. Per il segretario generale della Fiscat Cisl Mimma Calabrò “l’intesa raggiunta è un primo passo a tutela dei livelli occupazionali, dal momento che inizialmente la società aveva prospettato l’avvio della cassa integrazione a zero ore per il personale dei punti vendita da chiudere. Restiamo in attesa dell’incontro con i potenziali acquirenti previsto per l’8 marzo, che – conclude – potrebbe aprire nuovi scenari a salvaguardia dei livelli occupazionali”

Aggiungi commento

Codice di sicurezza
Aggiorna