Incendio a Bellolampo: rischio diossina o no?

E' il caso di dirlo, l'amministrazione comunale getta acqua sul fuoco. Battuta sarcastica ma che calza a pennello, se si parla dell'incendio, doloso, della quinta vasche della discarica di Bellolampo. La Procura della Repubblica, ha aperto un'inchiesta in seguito ai risultati dei controlli fatti dall'Arpa , l' Agenzia regionale protezione ambiente, che ha verificato proprio l'esistenza di alcuni focolai da cui poi è scaturito l'incendio. Il fascicolo è affidato al procuratore aggiunto Ignazio De Francisci e al procuratore aggiunto, Geri Ferrara.

Infondo che si sarebbe arrivati al collasso, era già stato preannunciato tempo fa e questo incendio ne è solo la conferma. Era febbraio quando la Regione aveva annunciato che le vasche erano sature e che ne aveva disposto la chiusura entro venti mesi. E che fine ha fatto "l'ottimo progetto" che doveva presentare l'Amia e che secondo Vincenzo Giordano, dirigente generale del Dipartimento delle Acque e dei Rifiuti, avrebbe potuto risolvere il problema? Cinque mesi e nulla è cambiato se non in peggio.

L'amministrazione rassicura la cittadinanza e soprattutto i residenti "Ieri ed oggi sono stato a Bellolampo per monitorare da vicino la situazione - ha detto l'assessore alle Partecipate Cesare Lapiana – e per verificare lo stato dei lavori di contenimento spegnimento dell'incendio. La nube bianca che si vede ancora adesso sopra Bellolampo è costituita dal vapore acqueo dovuto alle attività di raffreddamento che ancora in queste ore i Vigili del Fuoco e la Protezione civile (tramite i Canadair) stanno facendo, ma possiamo assicurare i cittadini del fatto che le fiamme sono state estinte e che il fumo è solo vapore acqueo. Per poter procedere alla copertura con terra delle zone bruciate (tramite lavoro manuale e mezzi meccanici) è infatti indispensabili che il terreno venga raffreddato e questo richiede i getti d'acqua chestanno continuando in queste ore".

E questo per quanta riguarda il vapore. Ma la vera paura è la diossina, sprigionata attraverso quella enorme nube nera che tutti in città hanno visto. Anche in questo caso l'amministrazione annuncia che va tutto bene: "Per quanto riguarda i rischi di inquinamento, le autorità preposte al controllo (l'Agenzia Regionale per la Protezione dell'Ambiente) e il nucleo NCBR dei Vigili del Fuoco hanno effettuato da domenica a stamattina decine di campionamenti dell'aria e dei terreni, non solo a Bellolampo ma anche in aree della provincia verso le quali si sono spinti i fumi dell'incendio. Tutti i campionamenti effettuati hanno escluso il rischio di inquinamento da diossina, perché per fortuna il vento ha disperso la concentrazione dei fumi".   Basta documentarsi un po' è quello che la maggior parte dei siti d'informazione più o meno accreditati riportano che " diossine si formano in fase di raffreddamento e infatti per per evitarne la formazione in fase di raffreddamento è necessario "introdurre processi di quenching (spegnimento o raffreddamento rapido), sfruttando così aspetti cinetici per contrastarne la stabilità termodinamica", e ancora "Tali sostanze non rivestono alcuna utilità pratica ma sono soltanto dei residui indesiderati conseguenti a processi di combustione non controllata eseguiti in numerose attività umane. Esistono svariate cause responsabili della produzione dei diversi congeneri di diossina, tra cui l'incenerimento dei rifiuti" . Ora non è che si voglia a tutti i costi creare allarmi, ma nemmeno dare per scontato che sia tutto apposto come amministrazionee Arpa dicono. E dunque, dove sono i documenti dell'Arpa? Perché non renderli pubblici?

 Il commissario straordinario Arpa Sicilia, Salvatore Cocina  (ex capo della protezione civile siciliana, ndr)  in un primo momento aveva detto che "È chiaro che in incendi come questi si sprigiona diossina, il punto è stabilire se le quantità nell'aria sono pericolose. Ma questo si potrà sapere sono nei prossimi giorni", ieri però ha detto che i dati non sono allarmanti e che non c'è il rischio diossina.  Insomma, è d'obbligo a questo punto il chiedersi come stiano realmente le cose. Infine per quanto riguarda la raccolta dei rifiuti, Lapiana dice che "via via che gli autocompattatori vengono svuotati nelle discariche alternative individuate dalla Protezione Civile, la raccolta sta riprendendo in tutta la città. Bellolampo resterà comunque chiusa per alcuni giorni (10, ndr) e questo determinerà un possibile rallentamento della raccolta dovuto alla maggiore distanza delle altre discariche individuate".  Da due giorni intanto a Palermo la raccolta non viene effettuata.

 

 

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Commenti  

 
#1 RE: Incendio a Bellolampo: rischio diossina o no? florcrica 2012-08-20 17:20
Il vero fatto è che non ci sono esperti ambientali a Palermo. Sin dal primo momento dell'incendio bisognava contattarli per comprendere come intervenire. L'acqua gettatta sicuramente ha determinato danni enormi. Bisogna giorno per giorno analizzare l'acqua perchè se il percolato va a finire nelle falde acquifere moriremo sicuramente di una morte lenta, sarà un disastro non soltanto ecologico ma sulla salute dell'uomo. Bisogna con molta attenzione fare analisi quotidianamente . Il rischio è veramente inimmaginabile, altro che state tranquilli !
 

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