Immobili Rurali c'è una certezza... o quasi

Per il passaggio degli immobili rurali dal catasto terreni ai fabbricati c'è una certezza, la scadenza del 30 novembre 2012 ed una grossa incognita, ovvero la mancata emanazione del decreto ministeriale attuativo. E' quanto emerso ieri a Palermo, a Palazzo dei normanni nel corso di un seminario organizzato dalla Confagricoltura provinciale sull'accatastamento dei fabbricati rurali e che ha visto la contemporanea partecipazione dei rappresentanti dell'Agenzia del Territorio e degli ordini professionali.

L'obiettivo dell'iniziativa – ha spiegato il presidente degli agricoltori palermitani, Ettore Pottino (nella foto) – è quello di fare rete tra le istituzioni pubbliche, i tecnici e gli agricoltori obbligati ad attuare tali disposizioni." Si tratta di un'operazione particolarmente complessa per i numeri messi in campo: sono più di 380 mila in tutta la Sicilia le posizioni da regolarizzare, circa 80 mila per la sola provincia di Palermo". Il presidente degli agricoltori ha poi posto l'accento sulla necessità di ottener nel nuovo accatastamento una attribuzione corretta delle rendite perché su questa le aziende saranno aggredite fiscalmente.

Dalla sua prospettiva il direttore regionale dell'Agenzia del Territorio, Augusto Pellegrini ha posto più l'accento sulla necessità di eliminare il "buco nero" esistente negli schedari del catasto. Non negando le ripercussioni di tipo fiscale, tra l'altro ha ricordato la recente decisione del governo Monti di accorpare l'agenzia a quella delle Entrate, l'occasione deve essere utilizzata per un aggiornamento di tutti i titoli di possesso e delle reali dimensioni catastali.

Gli aspetti tecnici dell'operazione sono stati affrontati dal direttore dell'Agenzia del Territorio di Agrigento, Giuseppe Incorpora. Ha quindi chiarito che sono esclusi dall'obbligo di accatastamento i piccoli manufatti (sotto gli 8 mq.)le serre su suolo, le vasche per irrigazione e per acquacoltura e le tettoie con altezza inferiore ai 180 cm e per un volume inferiore ai 150 mc.

Non c'è obbligo – ha aggiunto Incorpora – nemmeno per gli edifici definiti diruti e quindi senza rendita per cui è solo facoltativo il loro accatastamento.

Da parte dei numerosi rappresentanti degli Ordini professionali e dei Collegi intervenuti è stata sottolineata la complessità dell'operazione da svolgere in poco tempo e con le incognite dovute alla mancata del decreto ministeriale attuativo delle disposizioni per l'accatastamento all'urbano. E' stato quindi ricordato il caso, molto diffuso nel territorio siciliano, delle corti comuni che non troverà soluzione se non verranno riviste le spese notarili, superiori al valore dei beni.

In ultimo è stato espresso l'auspicio di regolamentare con convenzioni i costi dell'operazione di accatastamento tenendo ben presente il momento di particolare difficoltà del settore agricolo.

Ettore Pottino Presidente Prov. Confagricoltura

 

 

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