Immigrazione Porta aperta o chiusa?

 

In tema di politiche per l'immigrazione fu il governo Renzi ad accettare l'operazione europea Triton. Triton, partita nel 2014 come missione di controllo delle frontiere, si trasformò in missione umanitaria e le navi dei Paesi europei che pattugliavano il Mediterraneo sbarcavano i migranti soccorsi nei porti italiani, fu pure concordato che a Roma spettava il coordinamento della missione e che gli sbarchi dovevano avvenire tutti quanti in Italia (ovviamente gestiti dalle ong, associazioni e cooperative). E il trattato di Dublino? Violato. In cambio abbiamo ottenuto flessibilità nei conti, in pratica soldi da spendere per gli 80 euro, bonus 18 anni, 150.000 nuove assunzione nel pubblico impiego, bonus tablet, libri etc che in caso di espulsione andrebbero restituiti. Oggi invece "barattiamo" vite umane per voti e consensi. Sembra funzionare. Detto questo, prima si mettono in sicurezza le vite umane e poi si discute. I respingimenti in mare? sono illegali. Una cosa deve essere chiara a tutti i flussi migratori di uomini sono un fenomeno demografico che è sempre esistito ed è inarrestabile (ma gestibile). Non dimentichiamo che noi siciliani siamo ancora un popolo di migranti, non abbiamo più la valigia di cartone ma emigriamo e lo facciamo con un trend crescente (forse abbiamo bisogno di essere aiutati in Sicilia) - a Palermo, ad esempio, il saldo migratorio è addirittura negativo. I numeri dicono la verità: Lussemburgo (46,7%), Cipro (16,5%) e Svizzera (24,6%) sono i paesi con percentuali alte di incidenza di popolazione straniera, seguono Austria, Irlanda, Belgio, Germania, Spagna, Regno Unito e quindi l'Italia con un'incidenza del 8,3% (metà sono cittadini europei, oltre un milione di rumeni).
I dati (Istat) sono influenzati dal "nero" (meglio clandestino) e dal fatto che l'Italia non ha lo ius soli (la cittadinanza a chi nasce sul suolo del proprio territorio nazionale), a mio avviso doverosa con i necessari accorgimenti, che farebbe abbassare l'incidenza percentuale (es.la Francia). Quindi è del tutto evidente che, in Italia, non esiste un'invasione piuttosto siamo in presenza di politiche inadeguate. E per politiche intendiamo quelle riferite all'immigrazione, per ora limitate solo ad evitare gli ingressi, e quelle per gli immigrati ossia le iniziative da adottare per rispondere alla presenza degli immigrati e alla loro necessità di vivere le città. Le politiche d'immigrazione andrebbero gestite a livello centrale (Stato/Europa) con interventi di "polizia" e controllo ma soprattutto con politiche in grado di raggiungere obiettivi di sviluppo fuori dal territorio europeo, ad esempio aggiungere alla programmazione europea misure per aree ad "obiettivo zero". Per citare Pannella, ad un anno dalla sua morte, "Aiutiamoli prima che ci invadano" non voleva essere il solito luogo comune razzista e qualunquista, ma un grido di disperazione e di richiamo al senso di responsabilità del "mondo occidentale" per risolvere il problema della fame nel mondo. Le politiche per gli immigrati, per effetto della globalizzazione, dell'urbanizzazione e del decentramento amministrativo, sono di competenza e responsabilità dei governi locali. Se a livello di città non si riescono a risolvere i problemi dei ROM abusivi, dell'edilizia popolare, degli asili nido, dei trasporti pubblici, della pulizia e del decoro urbano, degli impianti sportivi, culturali e ricreativi, della sburocratizzazione e dei tributi locali per agevolare le imprese, come faccio ad integrare gli immigrati senza creare tensione sociale? Non basta recarsi al porto, salutare i nuovi arrivati, stringere le mani e poi liberi tutti. In molti casi i migranti, abbandonati a se stessi, finiscono per alimentare attività illegali in mano alla criminalità organizzata e non (posteggiatori abusivi, prostitute, spacciatori, elemosina o schiavizzati per i raccolti) oppure ingrossano l'esercito dei bisognosi creando paura e disagio sociale, humus per il razzismo. Va detto altresì che le porte del Paese (o Patria) si sono spalancate perché l'unico biglietto richiesto e/o accettato è stato quello dello sfruttamento e purtroppo il mondo è un serbatoio inesauribile di gente disposta a farsi sfruttare sempre di più. Per rispondere alla domanda iniziale, "porta aperta o chiusa?", tenuto conto delle politiche sull'immigrazione e per gli immigrati fin qui adottate terrei la porta socchiusa. I porti però devono restare sempre aperti. Lex est quod populus iubet atque constituit (La legge è costituita dalle regole che l'umana società prescrive e impone).

di Piero Somma

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