I titolari dei B&B di Palermo sono in allarme: ''Migliaia di euro da pagare al Comune''

Da qualche giorno i proprietari dei B&B di Palermo stanno ricevendo a casa, un "avviso di accertamento" da parte dell'ufficio tributi del Comune di Palermo: "notifica per denuncia infedele delle imposte TARSU del B&B relative al periodo 2008- 2011". Notifica che sa tanto di cartella esattoriale "integrativa". Cosa che li ha messi in allarme perché loro la Tarsu, l'hanno già pagata (e salata), con la cartella esattoriale della Serit arrivata lo scorso dicembre. Avviso questo che non tutti hanno già ricevuto.

Il Comune, dopo anni, ha deciso di equiparare dall'oggi al domani, i Bed & Breakfast agli alberghi e per questo sta inviando degli "avvisi di accertamento" in cui comunica quindi di aver fatto delle verifiche e richiede , con un'aliquota altissima, di "sanare" la Tarsu. E lo richiedono per altro con un effetto retroattivo di 5 anni. A questo va aggiunta una sanzione del 200 per cento. Come se per anni, questi lavoratori fossero stati degli evasori. In soldoni questo è quello che sta accadendo.

Il nodo sta tutto nella "classificazione" delle attività come i B&B, che non sono attività commerciali, non hanno partita Iva e che, soprattutto, sono registrati regolarmente dalla Provincia di Palermo, come B&B e non alberghi. Si tratta di un'attività che si svolge dentro le mura domestiche, a casa propria e quindi non dovrebbe comportare una diversa tassazione da parte del Comune. Come di fatto non è stato fatto finora e, di certo, non è pensabile di inviare di punto in bianco una richiesta di migliaia di euro da pagare. Con la clausola in basso che avverte che se accetti di pagare allora la sanzione sarà decurtata di 1/3.

I titolari sono già parecchio arrabbiati. "Ho sempre pagato regolarmente le cartelle che ci sono arrivate annualmente come abitazione – dice Emilio Ajovalasit – il comune non ci ha mai chiesto niente di più e adesso ci impone una multa altissima col massimo degli interessi. Ho ricevuto 8 di questi avvisi, 2 per ogni anno. E' assurdo".

C'è chi si è visto recapitare un "avviso " di circa 1200 euro all'anno (per 5 anni) per 54 mq di superficie, chi dovrebbe pagare circa 8 mila euro. Pare, secondo i funzionari d piazza Giulio Cesare contattati da alcuni titolari di B&B, che il Comune di Palermo abbia ultimamente applicato anche ai bed and breakfast tale aumento equiparandoli alle case vacanze e che tale notifica verrà inviata a tutte le strutture. A voler essere malpensanti si potrebbe pensare che il Comune, in grossa crisi finanziaria, cerchi di far cassa.

I titolari di B&B si stanno mobilitando e sabato si incontreranno per capire come muoversi. L'intenzione è quella di presentare un ricorso collettivo, come è stato fatto già in altre città. Ricorso vinto.

Secondo l'Anci Nazionale (Associazione nazionale dei comuni italiani) "Poiché l'attività svolta dai bed and breakfast è considerata dalla legislazione vigente come non professionale, si ritiene che la stessa non possa essere equiparata all'attività ricettiva svolta professionalmente. E comunque la legge parla chiaro. La LEGGE 23 dicembre 2000, n. 32 in materia di "Disposizioni per l'attuazione del POR 2000-2006 e di riordino dei regimi di aiuto alle imprese (G.U.R.S. 23 DICEMBRE 2000 - N. 61) che regola l'apertura di B&B dice a chiare lettere: L'esercizio dell'attività di cui al comma 1 non costituisce cambio di destinazione d'uso dell'immobile e comporta per i proprietari delle unità abitative l'obbligo di adibire ad abitazione personale l'immobile medesimo. E ancora "L'esercizio di attività di alloggio e prima colazione non necessita di iscrizione al registro esercenti il commercio ma di comunicazione di inizio attività al comune e alla provincia competenti, nonché di comunicazione alla provincia, nei termini usuali, di tutte le informazioni necessarie ai fini delle rilevazioni statistiche ed ai fini dell'inserimento dell'esercizio negli elenchi che questa annualmente pubblica in merito alle disponibilità di alloggi turistici".

Nell'Allegato "NORMATIVA DI CLASSIFICA" poi, si legge che "Per bed and breakfast si intende un'attività ricettiva esercitata da soggetti che avvalendosi della propria organizzazione familiare, utilizzano parte della loro abitazione fino ad un massimo di tre camere, con non più di 4 posti letto per camera, non sovrapponibili, fornendo alloggio e prima colazione in qualsiasi forma giuridica esercitata. L'attività di bed and breakfast non necessita della iscrizione alla Camera di commercio da parte del titolare dell'attività. Alla suddetta attività si applica quanto previsto dal punto 9 dell'art. 88 della legge regionale n. 32/2000 (ovvero: Alle attività di cui al presente articolo si applica il regime fiscale previsto per le attività saltuarie previa iscrizione all'ufficio IVA, ndr)

Tutto ciò è stato ribadito anche in un articolo redatto da un funzionario dell'Aapit di Palermo, Azienda Provinciale per l'Incremento del Turismo di Palermo. Azienda che da qualche anno non c'è più, ma che dipendeva direttamente dalla Provincia e quindi di certo una voce "ufficiale". Saverio Panzica, che ribadisce il fatto che "L'OSPITALITA' TURISTICA, OFFERTA NELL'AMBITO DELL'ORGANIZZAZIONE FAMILIARE, VIENE DEFINITA Bed & Breakfast. Questa forma di ospitalità non è assolutamente concorrenziale con le proposte alberghiere, in quanto essa è priva di servizi centralizzati offerti da personale dipendente" e ancora "Il quarto punto dispone che non è richiesto il cambio di destinazione d'uso dell'immobile che, pertanto, resta accatastato come casa di civile abitazione". E anche Panzica ribadisce che non è previsto l'ottenimento di una licenza per aprire un'attività di b&b.

 

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