Falsa calma nel Pdl

Tutti ostentano serafica calma, maturità d'animo nessuna frase in più o in meno. Ma in realtà dietro tanta austerità di linguaggio bollono animi tutt'altro che tranquilli. Anche se "di fioretto" è di fatto iniziato il tira e molla tra Gianfranco Miccichè e il suo ex Pdl. Miccichè auto candidatosi alla presidenza della regione, dopo una serie di incontri romani, prova ndo il colpo di mano, fa intervenire sulla propria candidatura il leader massimo, Silvio Berlusconi. Ma la cosa non sembra avere trovato appiglio sulla classe dirigente pdellina nell'isola, sopratutto nella sponda catanese in cui il dissenso verso Miccichè non è ne nuovo ne affievolito. Castiglione altrettanto serenamente, per il momento, ha di fatti dichiarato di non essere disponibile a nessun tipo d'operazione che contempli Gianfranco Miccihè alla Presidenza. Di contro, Francesco Cascio, Presidente del Parlamento Siciliano, si dice pronto se è necessario, a scendere in campo per la "poltronissima", ma sensa farne alcuna questione di principio e dichiarando, "attendo gli eventi, Miccichè sta sbagliando il metodo, sbattere i pugni sul tavolo non serve a nulla, bisogna cercare un metodo di designazione concertato e condiviso dagli elettori". Già c'è proprio da chiedersi... gli elettori... questo strano universo... Se ci pensate bene, stiamo sempre discutendo di nomi di politici che vuoi o non vuoi sono sulla scena regionale da oltre un ventennio, e ogni volta che si ripresenta una campagna elettorale parlano agli elettori come se avessero trovato finalmente la formula magica per cambiare la Sicilia e il destino dei siciliani, dimenticandosi che negli ultimi ventanni il ricettario per "le pozioni" l'hanno tenuto loro ben chiuso in cassaforte.


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