Dlgs sulle ''Norme in materia ambientale''. Palermo è inadempiente

Discarica Bellolampo - PH M.G.Il Comune di Palermo è privo del regolamento del Dlgs n. 152 del 3/4/2006, in materia ambientale. Il Comune di Palermo è inadempiente. A dirlo a margine di una conferenza stampa tenuta lo scorso 8 agosto a Palazzo delle Aquile, è stato il presidente dell'Ordine Provinciale dei Chimici Eugenio Cottone. Lo stesso Ordine che ha inviato al Comune di Palermo delle "indicazioni" da seguire al fine di scongiurare il rischio sanitario in città a seguito dell'incendio delle discarica di Bellolampo. Il sindaco in seguito, va ricordato,  ha diramato un'ordinanza sanitaria (che chiede, ancora ora, ai cittadini di osservare, ndr)

Un decreto legislativo, il 152 del 2006,  che detta le "Norme in materia ambientale" e quindi per le procedure per la valutazione ambientale strategica (VAS), per la valutazione d'impatto ambientale (VIA) e per l'autorizzazione ambientale integrata (IPPC) tenendo conto di quanto indicato dalla Commissione europea, nel rispetto delle linee guida per l'individuazione e l'utilizzo delle "migliori tecniche disponibili, emanate con uno o più decreti del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e del mare, del Ministro dello sviluppo economico e del Ministro del lavoro".

L'art 34 Norme tecniche, organizzative e integrative al punto 6 dice inoltre che "Il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e del mare, le regioni e le province autonome cooperano per assicurare assetti organizzativi, anche mediante la costituzione di apposite unità operative, senza aggravio per la finanza pubblica, e risorse atti a garantire le condizioni per lo svolgimento di funzioni finalizzate a:

a) determinare, nell'ottica della strategia di sviluppo sostenibile, i requisiti per una piena integrazione della dimensione ambientale nella definizione e valutazione di politiche, piani, programmi e progetti;

b) garantire le funzioni di orientamento, valutazione, sorveglianza e controllo nei processi decisionali della pubblica amministrazione;

c) assicurare lo scambio e la condivisione di esperienze e contenuti tecnico-scientifici in materia di valutazione ambientale;

d) favorire la promozione e diffusione della cultura della sostenibilità dell'integrazione ambientale;

e) agevolare la partecipazione delle autorità interessate e del pubblico ai processi decisionali ed assicurare un'ampia diffusione delle informazioni ambientali".

"Palermo – dice Cottone – è quindi inadempiente dal 2006, soprattutto quando la legge regionale 9 obbligava invece ad attuare il regolamento. Il 20 aprile 2012, la posizione "zero rifiuti" è stata superata dalla posizione del parlamento europeo, che sposa la strategia zero rifiuti mettendo il divieto di incenerire per tutto ciò che è recuperabile e quindi rafforzando questa posizione, ma specifica anche un atra direzione che non passa dalla raccolta differenziata ma dalla formazione di frazioni merceologiche prodotte sin dall'inizio dal cittadino, per vendita diretta. Ovvero gli Ecopunti". Che, sappiamo bene, nonostante la buona volontà dei lavoratori e degli "imprenditori", non hanno attecchito, anzi al contrario, è stato fatto di tutto affinché questo servizio non entrasse a regime.

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