Cimitero dei Rotoli: il grave rischio frane non ferma Cammarata

altChe dal 2007, quando tre massi di due tonnellate a testa, si staccarono da Monte Pellegrino, fortunatamente senza provocare alcun danno a persone o cose, una parte del cimitero dei Rotoli è stata chiusa per precauzione, è storia nota. Che i lavori per il consolidamento delle pareti rocciose di Monte Pellegrino (appalto da nove milioni di euro) non siano mai partiti lo è altrettanto. Che ci sia un grossissimo problema di emergenza sepolture, anche. Ma che per risolvere quest'emergenza l'amministrazione, nella persona del sindaco, "scavalchi" studi e pareri fondamentali per la salvaguardia dell'incolumità dei cittadini, questo forse non è noto a tutti.

 

Il servizio di Geologia e Geotecnica del dipartimento Territorio e Ambiente della Regione Siciliana e il Servizio di Protezione Civile ritengono "impraticabile la zona di interdizione assoluta (zona A) del cimitero dei Rotoli" a causa delle gravi condizioni di rischio di Monte Pellegrino e ritengono "impossibile qualunque attività senza una importante riduzione alla fonte del rischio", ma un'ordinanza del sindaco "scavalca" questi studi e pareri e "ordina" ai lavoratori della Gesip di entrare nell' area in questione per effettuare le tumulazioni. E questo accade il 2 gennaio scorso, dopo che Gabriele Marchese , dirigente impianti cimiteriali , il 28 dicembre 2011, scrive al sindaco, dicendogli che la situazione al cimitero è al collasso (nel 2012 solo 400 posti disponibili ha dichiarato, ndr) e che gli unici posti di inumazione disponibili ricadono proprio nelle aree interdette A e B.

E' pensabile che un sindaco guardi più a "tamponare" un 'emergenza che va avanti da anni al cimitero dei Rotoli, quella dei posti salma, che all'incolumità dei cittadini? Avrò capito male – penso – e decido di chiamare l'architetto della Protezione Civile Franco Mereu, che negli anni, di proroghe all'ordinanza di "Interdizione e regolamentazione all'ingresso di persone e mezzi nelle aree a rischio caduta massi del Cimitero S. Maria dei Rotoli" ne ha firmate diverse, considerando che vanno rinnovate ogni sei mesi.

La situazione di Monte Pellegrino negli anni è andata peggiorando. Il cimitero dei Rotoli è stato inserito nella classe di rischio R4, la più alta "I parametri regionali si fermano a questa classe di rischio, ma in realtà il livello è drasticamente più alto." dice Mereu. Lungo tutto Monte Pellegrino, secondo il rapporto del Dipartimento Territorio e Ambiente, sono localizzati diversi dissesti per crollo che danno luogo ad aree a pericolosità elevata (P3) o molto elevata (P4) in funzione dell'estensione del dissesto stesso. Le suddette aree pericolose includono alcune zone che sono a rischio tra cui il cimitero. "Noi non possiamo assumerci una responsabilità del genere. Per questo abbiamo dato parere negativo alla richiesta di accesso nell'area interdetta, che ci è stata fatta dal dottore Marchese"

E' infatti Gabriele Marchese dirigente impianti cimiteriali , che il 28 dicembre scorso ha scritto al Sindaco: "sin dal settembre 2007, ho adottato tutte le soluzioni possibili al fine di fronteggiare la predetta emergenza sino all'utilizzo, in rotazione, di alcuni loculi che hanno sin ad oggi risolto mediante l'utilizzo temporaneo i problemi derivanti dai "buchi" nelle scadenze dei campi d'inumazione. Oggi non è più proponibile l'utilizzo di tale sistema atteso che, proprio a causa del tempo intercorrente tra una scadenza e l'altra, i loculi risultano bloccati almeno fino a Gugno 2012" e continua "Considerato che a breve si esaurirà ogni disponibilità di posti salma per inumazione nel cimitero dei Rotoli nei campi d' inumazione e che provvisoriamente in disponibilità dell' Amministrazione non appaiono sufficienti a far fronte all' emergenza; Considerato che i loculi da utilizzare a tal fine sono sostanzialmente quasi esauriti e che non è pensabile lo stazionamento presso i depositi del predetto cimitero di un considerevole numero di salme in aggiunta a quelle che già oggi mediamente stazionano nei depositi a causa dei tempi necessari alla Gesip per la esecuzione delle disposizioni del Servizio Gestione Impianti Cimiteriali; Tenuto conto che l'inevitabile incremento delle salme non potrà che aggravare il problema igienico - sanitario che gli stessi presentano con l'inevitabile rischio del diffondersi del sopramenzionato pericolo igienico – sanitario".

Insomma, il dirigente chiede l'intervento del Sindaco, l'emergenza sanitaria è tangibile. E il sindaco risponde con un'ordinanza : "Il Servizio Gestione Impianti Cimiteriali dovrà assegnare a ciascuna delle salme destinate ad inumazione la fossa del campo ricadente nella zona inibite di tipo "A" o di tipo "B".

Solo che, nella lettera inviata dal dirigente Marchese, si legge a chiare lettere che "la proposta del Dirigente del Servizio Gestione Impianti Cimiteriali in merito alla possibilità di utilizzo dei campi di inumazione ricadenti nella zona"A" (totalmente inibita all'accesso) di cui all'Ordinanza n.163 del 26/06/2008 e successive modifiche, non ha trovato accoglimento nella posizione del Dirigente del Servizio Protezione Civile, il quale ha ritenuto di voler proseguire nell' assoluta impraticabilità della zona "A" causa del rischio incombente di caduta massi sul quale pare essere sottoposta la zona".

Dunque, riepilogando: la situazione al cimitero dei Rotoli è arrivata al collasso, non ci sono più posti per seppellire le bare e il problema igienico-sanitario a breve potrebbe non essere più controllabile. Gli unici campi di inumazione disponibili sono quelli ricadenti proprio nelle aree A e B. Aree ritenute ad alto rischio, secondo gli studi del Servizio di Geologia e Geotecnica e l'area A del tutto interdetta, perché, come dichiarato dalla protezione civile " permane lo stato di pericolo incombente" . Il sindaco Cammarata con ordinanza del 2 gennaio, dà mandato al direttore  del Servizio gestione Impianti cimiteriali Marchese (che a lui si rivolge, in barba al parere negativo della Protezione civile), di assegnare alle salme le fosse ricadenti anche nella zona a rischio.

"Certo, se le cose stanno così – ha detto Mereu – c'è da capire cosa abbiano in testa il dottor Marchese e il sindaco". E viste le carte e le piogge e il vento violento di questi ultimi mesi, ce lo chiediamo anche noi.


L'appalto

Una storia burrascosa che non trova ancora una conclusione...o meglio un inizio. Infatti tra ricorsi, denunce, arresti, sospensioni, l'appalto per i lavori consolidamento della parete rocciosa sovrastante il cimitero dei Rotoli, non è mai stato affidato.

Nel 2007 il capo del servizio di Geologia e Geotecnica del Comune di Palermo, Antonio Martinico, viene denunciato per tentata concussione, turbativa d'asta e falso. Con lui il progettista ed allora direttore dei lavori, Nicola Nocilla, docente universitario, che decide di favorire una ditta svizzera, la Geobrugg-Fatzer, inserendo nel bando l'utilizzo di un particolare tipo di materiale, di barriere paramassi, che solo la società svizzera possedeva.

Alla gara, partecipa anche la società veneta (Consorzio Trinveneto rocciatori – Unirock – Consores) offrendo il maggior ribasso. E qui succede il fattaccio. Martinico pretende dal canto suo che gli imprenditori veneti, sottoscrivessero in caso di eventuale aggiudicazione della gara, una dichiarazione "estorta" di utilizzo dei materiali della Geobrugg-Fatzer. Secco il no degli imprenditori e inevitabile dunque, la loro esclusione dall'appalto. Imprevedibile invece la denuncia che loro avrebbero fatto subito dopo in procura. Con Martinico e Nocilla, vengono denunciate anche altre 4 persone, componenti per il vaglio delle offerte: Antonio Dino, Marcello Riggio e Mario Carollo. A giudizio anche il legale rappresentante della Geobrugg in Italia, gabriele Giuseppe Guglielmini.

Martinico nel 2010 è stato condannato a 6 anni per tentata concussione, falso, truffa e corruzione e risarcire la società che si è costituita parte civile.

Intanto l'iter per la gara è andato avanti e dopo l'ennesimo stop dovuto ad un ricorso al Tar presentato da Ati Cosedil Spa, Lattanzi Srl e Cantieri riuniti, e poi respinto, l'appalto è stato affidato a Consorzio cooperativo costruzioni.

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