Bufera Beni Culturali, l'università di Palermo è in ritardo sul corso di laurea

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Al momento, l'Università di Palermo è l'unica in Italia a non aver aggiornato il corso di laurea in Conservazione e restauro dei Beni Culturali in un ciclo di laurea unico. Un primato non invidiabile e che rischia di prolungarsi ancora.

Dopo numerose difficoltà le prime lezioni del corso di laurea sono partite il 20 febbraio scorso ma dopo appena due settimane di corso gli studenti sono rimasti a casa, nonostante le tasse siano già state regolarmente pagate. Una situazione paradossale che è stata segnalata da un'accesa protesta ai piedi di Palazzo Steri, sede del rettorato e che pare abbia dato qualche risultato.

Il rettore Lagalla si è impegnato personalmente a proporre un calendario delle lezioni ma gli studenti rimangono scettici ed i motvi sono tanti. Innanzitutto mancano i docenti abilitati all'insegnamento.

Molti docenti non sono strutturati dell’Università, ed hanno dei contratti a termine. Scaduto il contratto, decade anche ogni obbligo con l’Università e quindi con gli studenti. Niente lezioni significa infatti niente esami e niente esami significa non avere i crediti necessari per poter richiedere o confermare la borsa di studio. Al conto vanno poi aggiunte le spese degli studenti fuori sede, che già da luglio scorso hanno di fatto scommesso sul loro futuro.

Una scommessa che dipende dalla decisione del Ministero dell'Istruzione e lascia uno spiraglio. Come ha tenuto a precisare il Rettore Lagalla: È appena arrivato il decreto dal Miur, e mi impegno a proporre immediatamente il calendario delle lezioni e delle attività formative, oltre che a rivedere la posizione della tassazione in relazione a un servizio non goduto e a interloquire con l’Ersu di Palermo per la valutazione delle singole posizioni in riferimento alla fruizione delle borse di studio.




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