Ars, Dipasquale lascia Territorio per la lista Crocetta. Il presidente: ''No alla frantumazione''

"Ritengo che la frantumazione dei gruppi, finisca oggi per rallentare un lavoro di tessitura democratica di riforme che ha bisogno di tempi veloci". Così Rosario Crocetta punta ad allargare la base certa su cui poggiare la sua azione di governo, dando più forza al gruppo che all'Ars porta il suo nome. Un desiderio che ha trovato espressione nella scelta di Nello Dipasquale, confluito appunto nella Lista Crocetta dopo avere lasciato in tronco il movimento per il Territorio, di cui era tra l'altro capogrupo a Palazzo dei Normanni.

Un giro di valzer che non sposta gli equilibri già esistenti, dato che Dipasquale gravitava già nell'ambito della maggioranza; un ritorno formale al via semmai quello dell'ex sindaco di Ragusa, eletto ad ottobre tra le fila crocettiane per poi formare, assieme ad altri quattro deputati, gruppo Territorio.

Dipasquale motiva la sua decisione con parole che richiamano "la valenza del progetto politico che il governatore sta portando avanti per il futuro della Sicilia", parla di "collaborazione attiva e concreta", e Crocetta ricambia "con immensa soddisfazione" alle dichiarazioni al miele del neo acquisto.

Ma Crocetta non esaurisce qui le sue mire, tanto da anticipare come "nelle prossime ore incontrerò altri parlamentari per rappresentare l'esigenza di unità e di condivisione, che è esattamente il contrario dell'egoismo autoreferenziale". "Oggi abbiamo bisogno più di progetti e meno di parcellizzazioni – aggiunge Crocetta - Puntare sull'egoismo individualista non porta a costruire lunghi percorsi politici".

A fare da contraltare è Salvino Caputo di Fratelli d'Italia, dal suo posto tra i banchi dell'opposizione: "Questo sistematico 'cambio di casacca' – dice il vicepresidente della commissione Attività produttive - che ci riporta alla Prima Repubblica e ci fa temere la riapertura del famigerato 'mercato delle vacche', certamente non fa bene alla Politica con la P maiuscola e aumenta la sfiducia della gente nella classe politica". "Bisogna porre urgente rimedio a quest'anomalia varando una legge che impedisca la trasmigrazione da un partito all'altro", conclude Caputo.

 

 

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