Alfano: ''Sosteniamo Nello...Con l'egoismo si resta isolati''

Noi siamo uniti e compatti, loro - a sinistra - sono disomogenei. Noi abbiamo a cuore la famiglia e porteremo avanti provvedimenti di legge che la tutelano, loro – a sinistra – no.
Questo il filo conduttore della conferenza stampa convocata oggi a Palermo dai vertici del Pdl. Un'occasione per presentare tre ddl che, se Nello Musumeci venisse eletto governatore, verrebbero presentati. A fare gli onori di casa, il segretario nazionale del partito Angelino Alfano, il leader del Cantiere Popolare Saverio Romano, il responsabile della lista Musumeci Adolfo Urso. Presenti, tra gli altri, anche i coordinatori del partito Simona Vicari e Dore Misuraca e il presidente dell'Ars Francesco Cascio.

La coalizione punta in particolare sul rifinanziamento della legge regionale sulla tutela della famiglia (10/2003); sull'approvazione di una lege organica di riordino del welfare regionale; sul rifinanziamento della legge 14/2002 sul buono scuola. "Oggi – spiega Alfano – presentiamo tre disegni di legge per migliorare le condizioni delle famiglie e Musumeci è l'unico presidente che può realizzarle concretamente". "Dico questo - aggiunge- perchè a sinistra certi temi creano una certa difficoltà. L'Udc, che appoggia Crocetta, per mantenere l'alleanza a sinistra ha dimenticato e messo da parte i valori della famiglia e la centralità della persona".

E proprio l'Udc sembra essere un sassolino nella scarpa.

''Con Casini - precisa Alfano rispondendo alle domande dei cronisti - il dialogo è meno intenso di come appare, è molto intermittente. La vicenda siciliana lo dimostra: nell'isola l'Udc ha scelto di sostenere il candidato del centrosinistra per ragioni misteriose''.

A rincarare a dose ci pensa Urso. "Mi auguro – commenta - che i siciliani facciano morire l'alleanza tra Bersani e Casini, che considerano le elezioni regionali come un banco di prova per i loro giochi romani di palazzo''.

Ma le critiche non si traducono in un automatico veto per il futuro. Calcoli alla mano, è probabile che il nuovo governatore non goda di un'ampia maggioranza. E così, incalzato dai cronisti, Alfano spiega che "nessuno dice in anticipo che non vinceremo talmente bene da non avere una maggioranza. Noi puntiamo a vincere e pensiamo di avere maggioranza, ma in caso contrario la cercheremo in parlamento e nascerà non da un negoziato di poteri e su assessorati, ma su singoli provvedimenti e contenuti".

Dialogo quindi, flessibilità. La stessa che sembra aver guidato il Pdl nella scelta del candidato. Anche se, per i maligni, potrebbe sembrare la traduzione in "politichese" del "fare di necessità virtù". Rispondendo ai giornalisti a Palermo sulle ragioni per cui il partito non abbia candidato un suo esponente alla Presidenza della Regione, Alfano precisa infatti di avere "numerosi candidabili del Pdl". Ma allo stesso tempo "come partito maggiore della coalizione abbiamo il dovere di non arroccarci, perchè chi si arrocca sull'egoismo di partito rischia di rimanere isolato. Da noi è sempre prevalsa l'idea di stare in coalizione ne sentiamo la responsabilità anche se non con un candidato squisitamente espresso dal Pdl. Siamo ben orgogliosi di avere tra le nostre fila candidabili come Francesco Cascio ma siamo altrettanto felici di sostenere Nello Musumeci che rappresenta un punto di sintesi di tutta l'area e siamo convinti che il suo sostegno andrà oltre il recinto delle forze politiche che lo sostengono".

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