A Palermo le storie di donne ''Ferite a morte''

Divertente? No, non è l'aggettivo più adattato. Intenso, struggente, coinvolgente, ironico, amaro... si può descrivere così "Ferite a morte" - La Spoon River del femminicidio, portato in scena al teatro biondo di Palermo da Serena Dandini.

L'attrice e conduttrice televisiva ha scelto Palermo per presentare il suo lavoro, scritto in collaborazione con la ricercatrice del Cnr Maura Misiti, per fare poi tappa a Genova e Bologna. Un evento che ha lo scopo di sensibilizzare l'opinione pubblica alla sottoscrizione della "Convenzione NO MORE! Contro il femminicidio" (si può firmare sul sito: http://convenzioneantiviolenzanomore.blogspot.it/) che chiede fra l'altro al Governo e alle istituzioni italiane di discutere urgentemente le proposte in materia di prevenzione, contrasto e protezione delle donne dalla violenza maschile e la ratifica immediata della Convenzione del Consiglio d'Europa (Istanbul 2011).

Sul palco, oltre alla stessa Dandini, Geppi Cucciari, Lilli Gruber, Angela Finocchiaro, Donatella Finocchiaro, Germana Pasquero, Stefania Casini, Isabella Ragonese, Lella Costa, Paola Minaccioni, Alessandra Vanzi, Emanuela Grimalda, Anna Bonaiuto, Thony, Olivia Sellerio, Pierelisa Rizzo, Paola Cortellesi. Con loro anche il vicequestore di Palermo Rosaria Maida, nell'insolita veste di lettrice.

Il pubblico vede loro, ma allo stesso tempo vede e soprattutto sente le voci di donne uccise da mariti, padri, compagni, mariti di altre donne... 
Voci di vittime che forse avrebbero potuto salvarsi se solo avessero chiesto aiuto, se solo non avessero creduto di essere loro quelle sbagliate. Storie di giovani italiane, marocchine, rumene, storie di ricchezze e di povertà.. storie di dolore e barbarie.

Un lavoro corale, dove le voci delle donne che salgono sul palco di fondono tra loro e con le storie delle altre donne, quelle di cui raccontano pensieri e parole perché loro, dalle bare in cui riposano, non possono più farlo. Una fitta trama di storie ed emozioni con un ritmo che non consente cali d'attenzione, una scrittura che avvolge e coinvolge il pubblico.

Unico uomo sul palco Luca De Gennaro Dj, che con le sue musiche detta il ritmo degli interventi e li collega tra loro.

 

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